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Il caso

Il corpo decapitato è di una donna

Primi risultati dall’autopsia: il cadavere è di sesso femminile, una persona che è annegata. Si è ormai vicini alla soluzione del mistero dopo il macabro ritrovamento nelle acque del Po.

Il corpo decapitato è di una donna

Il corpo ritrovato senza testa e senza avambracci è quello di una donna. E’ il primo, importante, risultato che emerge dall’autopsia sul cadavere che, lunedì sera, era emerso dalle acque del Po nel Delta.

L’esame continuerà, anche per arrivare al dna. Così come si proseguirà con tutte le procedure necessarie a identificare con certezza la donna. E' Comunque escluso che si possa trattare della donna che risulta scomparsa in provincia di Pavia. Un riferimento che era emerso durante la recente trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. Lo scorso anno, a novembre, a Gambolò, nella Lomellina delle risaie, a trenta chilometri da Pavia, era scomparsa Luciana Fantato, casalinga di 59 anni. Durante il programma condotto da Federica Sciarelli, qualche giorno fa, era stata avanzata l’ipotesi che il corpo della donna potesse essere finito nel Po e, quindi, a causa delle correnti, il cadavere potesse essere stato trasportato fino al Delta. Un altro dettaglio importante è che, sempre in base ai primi risultati dell’autopsia, la donna è morta per annegamento, quindi non è stata uccisa.

Potremmo quindi essere vicini alla soluzione del mistero del corpo senza testa e senza avambracci, che in questi giorni aveva tenuto tutti con il fiato sospeso. Lunedì scorso, il corpo era stato avvistato intorno alle 19, nella zona di Ca’ Lattis, nel territorio di Taglio di Po, al confine con Porto Tolle: dal fiume era emerso un cadavere che era ormai in avanzato stato di decomposizione. Immediato l’allarme lanciato alle forze dell’ordine da chi aveva avvistato il cadavere. Sul posto si erano precipitati i vigili del fuoco per il recupero della salma, nonché i carabinieri per i necessari rilievi. Il cadavere, precisamente, era stato ripescato sul Po della Donzella nel territorio comunale di Taglio di Po. Lo stato di avanzata decomposizione indica che era in acqua da diverso tempo.

Il magistrato di turno aveva disposto subito che il corpo (anzi, quel che ne restava) fosse sottoposto all’autopsia e, mancando sia la testa che le mani, anche all’esame del dna, l’unica speranza di identificarlo cercando di risalire a profili di persone scomparse. Il corpo era saponificato, il che indica che si trovava in acqua da diverso tempo. Quanto, sarà da stabilire con certezza. Di sicuro, si tratta di mesi.

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