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Arquà-Villamarzana

Macroarea e Ikea, nuovi intralci

In corso una lotta per rallentare variante e cantieri per milioni di euro. Il sindaco Turolla: “Non so”

Macroarea e Ikea, nuovi intralci

L’affaire macroarea industriale di Arquà-Villamarzana torna prepotentemente alla ribalta dopo il terremoto che ha rinnovato l’intera giunta comunale di Arquà. E così i tempi per il completamento della zona produttiva tornano in bilico, con voci e veleni che si rincorrono. E non sono cose da poco perché in ballo ci sono investimenti milionari, centinaia di posti di lavoro e colossi industriali, Ikea su tutti, che da anni attendono il via libera per insediarsi. Insomma ne va di una buona fetta di sviluppo economico del territorio.

Le nubi sul completamento della macroarea sono tornate ad addensarsi dopo che nei mesi scorsi erano sembrate in discesa le procedure per mettere in condizione il Comune di Arquà Polesine di adottare le necessarie varianti per i lavori. Ma la decisione del sindaco Chiara Turolla di cacciare vicesindaco e assessore dalla giunta ha acceso un grosso punto di domanda. Ufficialmente le cose non sono collegate, ma ci sono indizi che se non fanno una prova, certo alimentano sospetti e diffidenze. A partire dal fatto che ad essere silurato, martedì scorso, è stato il vicesindaco Simone Altieri, uno dei principali sostenitori, in seno all’amministrazione arquatese, del completamento della macroarea. Secondo indizio, poi, è che in giunta, al posto dell’altro assessore cacciato, Luigina Rossi, è stato chiamato Roberto Bellinato, che ora è assessore ai lavori pubblici ed è da sempre un oppositore del completamento.

Di per sé questi due indizi non fanno una prova, sono e restano sensazioni, che però vanno aggiunte a quella ridda di voci che da tempo circolano ad Arquà, e che fanno riferimento ad una storica contrarietà della giunta alle operazioni di completamento dell’area. Niente di ufficiale, per carità, ma un’azione - diciamo così - non proprio volta a facilitare l’investimento questo sì. Parliamo ad esempio di critiche e appunti tecnici continuamente sollevati su una variante che stando alle previsioni dovrebbe essere adottata dall’esecutivo di Arquà, e poi dal consiglio comunale entro il mese di ottobre o la prima settimana di novembre.

E poi c’è il sindaco Chiara Turolla. Il primo cittadino prova giocare in difesa, anche se lanciare la palla in tribuna spesso non aiuta a portare a casa il risultato. “Dirameremo un comunicato lunedì - dice stizzita per le voci che da giorni circolano in paese - se siamo ancora determinati a portare a termine i lavori alla macroarea? Certo la volontà è quella e lo è da tanto tempo. Ora però non sono in grado di specificare la tempistica della variante. Se ne occupano i tecnici”. Ma i tecnici del Comune o consulenti esterni? “Ce ne sono tanti che siedono ai tavoli, e ce ne vorrebbero di più. Al momento non sono in grado di dare risposte certe, devo confrontarmi con nostri tecnici”.

Ecco allora che le evasive risposte del sindaco non fanno che alimentare i sospetti di chi sostiene che in realtà quella variante troverà ancora diversi rilievi sul suo cammino. C’è chi dice che la variante anche se sarà approvata dalla giunta, poi dovrà attendere settimane per il voto del consiglio, con ulteriori rinvii per portare avanti nel tempo procedure e autorizzazioni. In attesa delle spiegazioni ufficiali dell’amministrazione comunale, non resta che registrare quel che serpeggia fra gli esponenti dell’opposizione e fra chi teme da sempre che la giunta si metta di traverso. Eppure le procedure stanno continuando, seppure con evidenti ritardi rispetto al cronoprogramma scaturito dopo l’ultimo incontro in prefettura. Chi lavora alla convenzione che regolerà i rapporti fra Comuni (Arquà e Villamarzana) e imprenditori è comunque convinto che entro ottobre vedrà la luce la variante per il completamento dei lavori.

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