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Tribunale

Presenta la petizione dei cittadini, ma tra i firmatari ci sono due morti

La raccolta di quelle sottoscrizioni riguardava Bottrighe, frazione comunale. Tra i sottoscrittori c’erano pure persone non residenti o con documenti scaduti

Presenta la petizione dei cittadini, ma tra i firmatari ci sono due morti

Aveva presentato al Comune una petizione con firme di due persone decedute, altre di non residenti o con documenti risultati errati o scaduti. Per questo, con l’accusa di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, è andato a processo un 70enne residente a Bottrighe.

L’uomo, infatti, il primo ottobre del 2013, aveva presentato una petizione in Comune ad Adria: una raccolta di firme da parte di cittadini per fare presente al comune una questione che riguardava la frazione della città etrusca.

Ma ora l’uomo è imputato perchè, secondo l’accusa, avrebbe attestato falsamente in un atto pubblico, indirizzato al comune di Adria, relativo alla petizione (con raccolta firme dei cittadini del Comune di Adria) e sotto la propria responsabilità, che le firme raccolte, dal primo settembre al primo ottobre del 2013, erano autentiche ed apposte alla sua presenza. In base al capo d’imputazione, però, veniva accertato che, tra i firmatati, due persone risultavano decedute; quattro non risultavano residenti ad Adria; infine, per un’altra decina di persone firmatarie, veniva presentata l’indicazione del numero di carta d’identità errata o relativa a documenti già scaduti

Questa mattina in aula sono stati sentiti tre testimoni. Il primo a deporre è stato Massimo Barbujani, che all’epoca della presentazione della petizione era il sindaco di Adria. Barbujani, dopo aver fatto visionare la petizione e i documenti agli uffici comunali preposti, aveva compreso che c’era qualcosa di anomalo nell’elenco dei firmatari. Per questo aveva presentato un esposto.

Successivamente, ieri è stato ascoltato il segretario comunale dell’epoca, che ha riferito che aveva chiesto al 70enne di sottoscrivere una dichiarazione, relativa al deposito della petizione, le cui firme risultarono poi anomale all’esame degli uffici preposti.

Infine, ha testimoniato il carabiniere che si era occupato di effettuare l’attività delegata per una verifica della regolarità delle firme. E proprio da questi accertamenti, era risultato che due persone erano decedute, nonchè tutte le altre irregolarità che poi sono state contestate al 70enne.

Dopo aver sentito i testimoni, il giudice ha rinviato l’udienza all’8 febbraio del 2019, anche per l’eventuale esame dell’imputato.

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