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Resta senza lavoro e chiede aiuto in fiera: è gara di solidarietà

Tam tam social per aiutare un ex operaio metalmeccanico. Un ragazzo rodigino squarcia l’indifferenza: “Vuole solo far studiare i suoi figli. Se lo vedete, aiutatelo”.

Resta senza lavoro e chiede aiuto in fiera: è gara di solidarietà

Dalla fabbrica al marciapiede. Dove, in ginocchio, tra l’indifferenza dei passanti, in questi giorni di fiera sta chiedendo aiuto ai passanti. Un’indifferenza spezzata da Matteo, un ragazzo rodigino che, sabato pomeriggio, ha voluto rompere il muro, sedersi vicino a quell’uomo in difficoltà e stare ad ascoltare la sua storia.

Una storia che poi Matteo ha raccontato sui social, annunciando che oggi tornerà da lui, per portargli dei vestiti, accendendo la scintilla nel cuore di molti rodigini, che si sono detti pronti a fare lo stesso. In una piccola gara di solidarietà, per nulla scontata. Miracolo della fiera.

Il protagonista di questa vicenda è un ex operaio metalmeccanico della provincia di Padova, sulla cinquantina. Qualche anno fa, travolto dalla crisi, ha perso il suo lavoro. E, come spesso accade, a quell’età per lui trovare una nuova occupazione è risultato semplicemente impossibile: rifiutato dal sistema, e ridotto a vivere alla giornata, con una famiglia da mandare avanti e due figli in età scolare da mantenere.

Quell’uomo, in questi giorni di fiera, si è messo in ginocchio sul marciapiede, vicino a palazzo Roverella. Davanti a lui, un semplice cartello: “Ho perso il lavoro. Ho figli. Aiutateci. Grazie di cuore”. Nessuna richiesta. Nessuna insistenza. Soltanto lo sguardo basso, a fissare il marciapiede.

Chi gli passa davanti, purtroppo, fa finta di non vederlo. Guarda altrove, allunga il passo. Non Matteo: “Gli ho dato qualcosa - racconta, con pudore - mi sono presentato, gli ho chiesto se potevo portargli un caffè. Lui ha accettato. Mi ha guardato come se gli stessi offrendo qualcosa di preziosissimo. Ha bevuto il caffè ringraziandomi moltissimo. Così gli ho chiesto un po’ della sua vita: mi ha detto che ha due figli, e che vuole soltanto riuscire a farli studiare. Gli ho detto che gli porterò dei vestiti, mi ha risposto che me ne sarà grato a vita. Resterà in città fino al Marti Franco”.

La storia completa sulla Voce in edicola lunedì 22 ottobre.

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