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Cavarzere

“Il Comune ha fatto il suo dovere”

Il sindaco risponde dopo la protesta dei familiari che non hanno più trovato la tomba del caro esumato. Tommasi: “Nessun obbligo di avviso ai parenti se non tramite il sito o la bacheca del cimitero”

“Il Comune ha fatto il suo dovere”

Il caso dell’esumazione tiene ancora banco a Cavarzere. Per questo, prende la parola il sindaco Henri Tommasi.

E’ Napoleone Lodo la persona la cui la salma era stata esumata da terra nella giornata di venerdì scorso al cimitero di Cavarzere e di cui non era stata data notizia alla famiglia. La nipote, Erika Canazza, nella giornata di ieri, aveva fatto conoscere tutto il suo disappunto e quello dei suoi genitori, con la madre che era rimasta scioccata, quando, andando in cimitero, non aveva più trovato la tomba dove poter mettere dei fiori freschi per il proprio caro. Nella mattinata di lunedì era stato interpellato il comune, dai genitori di Erika, senza avere però risposte soddisfacenti dall'addetto comunale.

E’ il sindaco Henri Tommasi a chiarire la situazione, spiegando il regolamento al quale il comune deve far riferimento. “Tengo a precisare - spiega il primo cittadino - che il comune non ha nessun obbligo di avvisare i parenti delle salme riesumate a mezzo raccomandata e che gli unici due modi che lo stesso ha per rendere pubblica la questione è tramite il sito del comune ed esponendo un avviso direttamente sulla bacheca del cimitero”.

Tommasi continua: “L’ordinanza è stata fatta circa un anno fa, con relativa esposizione in tutti i cimiteri del territorio, specificando quali campi sarebbero stati sottoposti ad esumazione, soprattutto in base all'anno di seppellimento”.

E aggiunge: “Per regolamento coloro che vengono seppelliti a terra possono essere esumati dopo dieci anni, dato che sembra essere il tempo necessario per la totale decomposizione del corpo. Noi comunque preferiamo tenerlo altro tempo sotto terra perché abbiamo notato che un decennio è troppo poco e la salma non è pronta per essere riportata alla luce”.

“Addirittura la legge prevedrebbe che non vengano apposte tombe troppo ‘sfarzose‘ al di sopra della zona dove viene seppellita la salma - dichiara Tommasi - sottolineo anche che i parenti che seppelliscono una persona a terra non pagano nessun canone e per questo l’unica tempistica da tenere in considerazione è quella dei dieci anni, per cui esumando persone dall'anno 1986 al 1993 penso che siamo ampiamente al di sopra dell’attesa prevista”.

Tommasi rimarca: “Non possiamo farci nulla se l’avviso è esposto da un anno al cimitero e ci sono ancora persone che non l’hanno letto. Infatti, vorrei far presente che ho quasi tre faldoni pieni di richieste di parenti che vogliono sistemare il loro defunto nuovamente a terra o cremarlo. Per cui ci sono persone che se ne sono accorte, altri probabilmente no, ma noi il nostro lo abbiamo fatto”. E conclude: “Dispiace per queste situazioni di incomprensione. Da parte nostra c’è piena disponibilità, ma ribadisco che certi obblighi che ci vengono attribuiti non sono reali e che noi abbiamo cercato di fare tutto il possibile per rispettare la salma e la legge”.

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