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Lendinara

Il saluto dei fedeli a don Enrico

Il primo cittadino Luigi Viaro ha donato al parroco l'orologio della Città di Lendinara.

Il saluto dei fedeli a don Enrico

Dopo sette anni di servizio in particolare per i giovani della comunità di Lendinara, don Enrico Turcato è pronto a partire per il nuovo incarico che il vescovo Pierantonio Pavanello gli ha assegnato, quello di direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale giovanile. Giovedì si è svolta una grande festa all'insegna dell'emozione per aver donato questi anni della sua vita sacerdotale alla comunità parrocchiale di Santa Sofia e non solo, sottolinea don Enrico, e della soddisfazione per la fiducia che il vescovo ha riposto su di lui per il nuovo incarico.

Ad animare la celebrazione nel duomo di Santa Sofia erano presenti le due corali riunite e il coro delle famiglie, con i giovani scout, le suore salesiane, i catechisti e gli animatori, il sindaco Luigi Viaro e il comandante della polizia locale Natale Dallagà con gli assessori Francesca Zeggio e Davide Bernardinello. In tanti hanno voluto pensare a lui con un presente che possa portare con sé per conservare il ricordo di Lendinara anche nel suo nuovo incarico.

Giovani e scout hanno pensato a una macchina fotografica e un video proiettore, per continuare con i ferri del mestiere la sua opera di formazione dei giovani. A suor Annalisa e suor Iside, riferimento per la comunità salesiana, don Enrico ha voluto donare il suo rosario d'argento per metterlo al collo di Maria Ausiliatrice, per continuare a proteggere nella preghiera la loro opera materna.

Anche il sindaco Viaro a nome della città ha ringraziato il giovane sacerdote di aver sempre cercato la reciproca attenzione e collaborazione nei momenti di organizzazione degli eventi a favore della preghiera e dei giovani, e ha rinnovato il rapporto di amicizia che si è creato nelle difficoltà di costruire una comunità unica. Il primo cittadino ha donato a nome dell'amministrazione comunale l'orologio della Città di Lendinara.

Don Alberto Rimbano e don Michele Samiolo lo hanno poi ringraziato per aver passato nelle loro mani e in modo costruttivo ogni singola realtà parrocchiale e civile, impegnandosi a portare avanti le tradizioni senza trascurare nessuno ma tenendo sempre aperte le porte di una casa che lo accoglierà con gioia ogni volta che vorrà tornare. La festa è continuata poi al palazzetto dello sport dove in molti hanno condiviso con lui il pranzo, giochi e balli di gruppo, salutandolo con un unico grande abbraccio.

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