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Ficarolo

“Istituti, dopo gli arresti il clima cambiò”

Il processo per le due morti nella struttura. Oggi sono state ascoltate due dipendenti.

“Istituti, dopo gli arresti il clima cambiò”

Gli Istituti Polesani di Ficarolo

“Il clima cambiò dopo gli arresti, c’era più agitazione tra i pazienti”. E’ emerso questo nel processo per le morti di due ospiti degli Istituti Polesani di Ficarolo: oggi sono stati ascoltati, come testi della difesa, la coordinatrice del personale della struttura e un’assistente sociale, all’epoca dei fatti.

L’imputato è Mauro Mantovani, ex legale rappresentante degli Istituti Polesani, a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per “culpa in vigilando”. I fatti si riferiscono all’ottobre del 2014: allora, due ospiti della struttura, Pierpaolo Nonnis e Riccardo Tammiso, morirono. Le indagini avevano portato ad identificare il presunto responsabile materiale: un allora 36enne ospite della struttura, con gravi problemi psichiatrici.

Le indagini avevano verificato l’impossibilità dell’indagato di stare in giudizio. Ma erano andate avanti per capire se nel sistema di controllo dei pazienti psichiatrici ci fosse stata una falla tale da giustificare una culpa in vigilando. Per questo finì a processo l’allora rappresentante legale della struttura, Mauro Mantovani. Secondo l’accusa nel capo d’imputazione, per negligenza, imprudenza e imperizia e per colpa specifica, avrebbe omesso di adottare le misure tecniche e strutturali necessarie ad evitare il prodursi di eventi dannosi o pericolosi nei confronti dei pazienti degenti, riconducibili ad azioni lesive poste in essere da pazienti in danno di altri pazienti.

Dall’esame dei due testi è emerso come, dopo gli arresti del giugno del 2014 nella struttura, il clima era cambiato. In particolare, la coordinatrice del personale all’epoca dei fatti ha spiegato che, dopo quella data: “La gestione della cura sanitaria degli ospiti era stata affidata ai medici dell’Ulss, mentre prima c’era il medico dipendente della struttura, che conosceva bene gli ospiti. Si era creato un clima di maggiore agitazione tra i pazienti”. Anche per il maggiore via vai di persone che si occupavano delle indagini.

L’assistente sociale dipendente degli Istituti ha spiegato: “C’è stato uno spartiacque tra prima e dopo gli arresti del giugno del 2014. L’aspetto sanitario è passato all’Ulss. Il medico che c’era prima conosceva bene gli ospiti, ma poi è cambiato tutto e gli ospiti avevano perso un riferimento. Si era creato un clima di tensione di cui hanno risentito tutti, ospiti e operatori”. Prossima udienza a dicembre.

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