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“Col gioco si ricicla denaro sporco”

A Villanova Marchesana record di videopoker. Rigotto: “Piaga che colpisce i più poveri”.

“Col gioco si ricicla denaro sporco”

Disoccupati, poveri, stranieri. Ma anche delinquenti. E’ un mondo di emarginazione sociale e criminalità quello che gira attorno al gioco d’azzardo e alle slot machine in particolare. E che muove interessi, soltanto in Polesine, per 350 milioni di euro l’anno. Mica noccioline.

A dimostrare il collegamento tra gioco, marginalità e traffici loschi sono le parole di chi questo fenomeno lo conosce bene: i sindaci dei paesi in cui, nella nostra provincia, si gioca di più. Tra questi, anche la piccola Villanova Marchesana. Che ha il record di videopoker in proporzione agli abitanti: c’è una macchinetta ogni 39 persone. E nelle gettoniere ci finiscono, ogni anno, la bellezza di due milioni e 130mila euro l’anno. In media, 2.272 euro a persona, bambini compresi. Non male, per quello che - da sempre, in base alle dichiarazioni dei redditi dei residenti - è il paese più povero del Polesine.

Qui, a quanto pare, giocano tutti. O quasi. “Il fenomeno è trasversale - scuote la testa il sindaco Riccard Rigotto - colpisce giovani e anziani, uomini e donne. Si tratta ovviamente di persone ‘malate’ che, con l’illusione del facile guadagno, finiscono per giocarsi tutto lo stipendio. La piaga del gioco d’azzardo - continua il primo cittadino - colpisce le zone più povere e dove il lavoro spesso manca. E alle macchinette giocano prevalentemente coloro che passano molto tempo in bar o che si fermano sulla strada di passaggio per fare qualche puntata”.

Villanova Marchesana è anche il comune polesano con il più alto numero di stranieri: sono 168, quasi il 20% della popolazione complessiva. “Anche gli stranieri, zingari compresi, sono clienti piuttosto abituali dei locali in cui, in paese, ci sono videopoker e macchinette”, dice il sindaco. “Spesso - aggiunge Rigotto - queste persone hanno in mano soldi sporchi: giocarli è un modo piuttosto semplice per ripulirli”. Le vincite, insomma, sono sempre pulite. “Si tratta di una piaga sociale - conclude Rigotto - di fronte alla quale però noi come Comune possiamo fare poco. Dovrebbe essere in primis lo Stato a mettere dei paletti per limitare il fenomeno”.

Il servizio completo e i commenti degli altri sindaci sulla Voce in edicola giovedì 8 novembre.

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commenti 1
  • adriano tolomio

    08 Novembre 2018 - 08:08

    Mi sembra un pò tirata per i capelli l'ipotesi che il videogioco sia usato per ripulire i soldi sporchi, perchè non c'è garanzia di vincita.

    Rispondi

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