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Porto Viro

Detriti in spiaggia, appello alla Regione

In municipio la riunione dei sindaci della costa per il problema dei rifiuti da piena e maltempo. Mercoledì prossimo l’incontro con il vicepresidente del Veneto per parlare di spese e interventi.

Detriti in spiaggia, appello alla Regione

I sindaci della costa veneta, unitariamente, fanno appello alla Regione per capire come affrontare e risolvere il problema dello spiaggiamento di detriti e rifiuti. Ieri pomeriggio, a partire dalle 15, in comune a Porto Viro, si è tenuta la riunione dei primi cittadini della costa veneta, da San Michele al Tagliamento a Porto Tolle. Tra i diversi argomenti al centro della discussione, si è parlato soprattutto dei rifiuti sulle spiagge a seguito del maltempo di questi giorni e della piena del Po, che ha portato una valanga di detriti.

Un incontro operativo dell’associazione, al quale sono intervenuti, oltre a tutti i comuni del litorale regionale, i tre comuni del Delta sulla costa, ovvero Porto Viro (con la delegazione capeggiata dal sindaco Maura Veronese e dall’assessore Valeria Mantovan), Porto Tolle (con il sindaco Roberto Pizzoli) e Rosolina (con la delegazione capeggiata dal sindaco Franco Vitale e dall’assessore Alessia Zaninello).

Proprio per questo i comuni incontreranno nel giro di un settimana il vicepresidente della regione Veneto, Gianluca Forcolin, che si occupa del coordinamento con gli enti locali, proprio per discutere della questione spiaggiamento.

Come annunciato dal presidente della conferenza dei sindaci del litorale Veneto, Pasquale Codognotto, la riunione avverrà mercoledì prossimo, alle 15, nel veneziano (o a Caorle o a Eraclea, la sede è da definire). Un incontro per affrontare un problema che richiede ingenti risorse umane ed economiche. Si dovrà capire anzitutto chi si dovrà accollare i costi ed effettuare la pulizia delle spiagge.

Già alcuni comuni di sono mossi autonomamente chiedendo lo stato di crisi, come Porto Tolle e Rosolina. Porto Viro non è tra questi visti i danni minimi riportati.

In effetti, le spiagge venete, in particolare quelle polesane, sono inondate di rami, tronchi d’albero e rifiuti di ogni tipo. In particolare a Rosolina Mare, così come lungo il litorale che va dall’Adige al Po. Il fiume Adige e anche il Po, con le piene degli ultimi giorni, stanno restituendo al Delta tutto il carico di detriti che a monte hanno trasportato con la corrente. Un vero problema per gli addetti ai lavori e per gli amministratori della zona, visto che il mare di legna che ora giace sulla spiaggia, dunque, sul suolo demaniale, per legge non può essere smaltito senza un’autorizzazione ad hoc. I privati cittadini, così come i concessionari delle spiagge non possono toccare nulla. Per un paradosso legislativo potrebbero addirittura essere denunciati per furto ai danni dello stato, visto che toccano prodotti che ricadono sul suolo demaniale. Una denuncia procedibile d’ufficio, visto che - appunto - è ai danni dello stato.

Per gli stessi esperti la normativa di riferimento (la 152 del 2006) non legifera in maniera esaustiva e non contempla il caso specifico dei detriti del fiume. Nel vuoto normativo la spiaggia si riempie e nessuno osa rimuovere nulla, finché il genio civile non dà l’ok. In pratica, concessionari, comuni e grandi stabilimenti dovranno chiedere un’autorizzazione ad hoc per ripulire le spiagge del litorale Adriatico.

Infine, ieri pomeriggio, tra i vari punti in discussione, si è affrontato anche quello relativo alla promozione turistica del marchio del gruppo dei comuni della costa veneta e delle azioni da promuovere nel 2019.

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