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Badia Polesine

"Fake news, colpa di internet"

“I media tradizionali sono contemporaneamente vittime e colpevoli”

"Fake news, colpa di internet"

Venerdì 9 novembre alle 21 in sala Soffiantini si parlerà di fake news. Le false notizie circolano da sempre, ma negli ultimi anni il fenomeno si è evidenziato con l’avvento di internet: quante volte è capitato che, cercando una notizia nel web, ci si sia imbattuti in una serie di risultati, non sapendo a quale credere?

A cercare di rispondere a questo quesito ci sarà Luciano Ghelfi, giornalista del Tg2 Rai che racconta la politica italiana ogni giorno da 25 anni e da tre segue, come quirinalista, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Alla serata, moderata da Michele Borghi, saranno presenti il sindaco Giovanni Rossi, la vicesindaco onorevole Antonietta Giacometti, l’assessore alla cultura Valeria Targa e la presidente del comitato biblioteca Annalisa Marini. In attesa di scoprire le proposte di Ghelfi, il giornalista anticipa alcuni dei temi dell’incontro.
Di cosa parlerà nel suo prossimo incontro e quale messaggio vorrà trasmettere ai cittadini badiesi?
“Credo che il fenomeno delle fake news sia vecchio quanto il mondo, ma che oggi sia diventato più evidente e più insidioso che mai per via della diffusione dei social network, che ha aumentato a dismisura la velocità di circolazione delle informazioni. E' necessario, di conseguenza, avere consapevolezza di questo e interrogarsi sulle strategie per evitare di rimanere prigionieri delle ‘bufale’”.
Qual è secondo lei la causa principale del dilagare del fenomeno delle fake news?
“Senza dubbio internet è l'indiziato numero uno, perché annulla le distanze e aumenta sia la velocità, sia la quantità di informazioni in circolazione. Un ‘rumore mediatico’ frastornante e fuorviante: diventa facile cadere nell'errore, prendere granchi colossali, e credere a voci che è facile si rivelino totalmente infondate. E visto poi che i social network agiscono attraverso algoritmi che spesso ci presentano solo i post di gente che la pensa come noi, il rischio di rimanere intrappolati in un universo parallelo è davvero reale”.
Crede che i mezzi d'informazione tradizionali abbiano “colpe” in merito?
“I media tradizionali sono contemporaneamente vittime e colpevoli. Sono vittime di un sistema dell'informazione che viaggia una velocità sempre più elevata. Ma la loro colpa è proprio di essere in enorme ritardo nel rispondere alla sfida. Vero che ormai vi sono versioni online dei quotidiani di carta e dei telegiornali, ma le logiche della rete sono del tutto differenti. Dalla loro i media tradizionali avrebbero l'autorevolezza e la professionalità di chi vi lavora. Si tratta di un patrimonio inestimabile, che da solo potrebbe costituire un ottimo antidoto alle fake news”.

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