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Tribunale

Abusi sulla nipote, nonno condannato

Il processo si è concluso oggi con la sentenza di sei anni e sei mesi ad un ultraottantenne. Palpeggiamenti e toccamenti nell’arco di 14 anni, anche quando la ragazza era minore.

Abusi sulla nipote, nonno condannato

Sei anni e sei mesi per violenza sessuale nei confronti della nipote. E’ questa la condanna inflitta ad un nonno, che ora ha più di 80 anni, a processo con l’accusa di abusi sessuali nei confronti della nipote. L’accusa parla di toccamenti e palpeggiamenti nelle parti intime. In un’occasione in particolare, prendendola in lavanderia, afferrandola da dietro, l’uomo le avrebbe infilato la mani nei pantaloni e negli slip per palpeggiarla.

In base al capo di imputazione, con condotte poste in essere in tempi e luoghi diversi, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica delle nipote, in relazione alla differenza di età, al rapporto di parentela e di coabitazione, approfittando di momenti di solitudine, quando in casa non c’era nessun altro al di fuori di loro due, induceva e, talvolta con minaccia e violenza, costringeva sua nipote a subire atti sessuali. In particolare, per l’accusa, sedutosi sul letto in cui la nipote si trovava, avrebbe infilato le mani sotto le coperte e, dopo aver raggiunto le parti intime, mettendole le mani all’interno del pantalone del pigiama e negli slip, avrebbe cominciato a toccarla. Non solo: le avrebbe detto che, se non gli avesse consentito di farlo, l’uomo avrebbe cacciato di casa sia lei, sia la madre.

Sempre secondo il capo d’imputazione, il nonno avrebbe continuato a porre in essere le stesse condotte con una frequenza di due volte a settimana, minacciando così la nipote che, se avesse raccontato quei fatti a sua madre, le avrebbe cacciate di casa. Gli episodi si sarebbero verificati quando la ragazzina era ancora minore e sarebbero proseguiti fino a quando è diventata maggiorenne. In particolare, dal 2001 al 2004, nonchè dal 2005 al 2016, quindi per circa 14 anni, sommando i diversi periodi.

L’interruzione si riferisce ad un solo anno, quando la piccola non voleva più andare a casa del nonno, che è il padre della mamma della vittima. Una violenza che sarebbe avvenuta tra le mura di casa, in cui la piccola viveva con i nonni materni e la madre, in un comune della zona dell’Alto Polesine.

Dopo anni, la ragazzina, diventata ormai maggiorenne e stanca di quegli abusi, aveva deciso di raccontare la triste vicenda.

Aveva anche registrato una conversazione avvenuta con il nonno in cui, sempre secondo le accuse, le avrebbe offerto soldi per fare sesso.

A quel punto è scattata la denuncia. E’ stato anche eseguito un incidente probatorio in cui la ragazza ha raccontato la sua ricostruzione dei fatti. Oggi è arrivata la condanna del nonno, con una sentenza nella quale le attenuanti generiche sono state ritenute prevalenti rispetto alle contestate aggravanti. L’uomo è assistito dall’avvocato Barbara Bisaglia, che, dopo aver letto le motivazioni, farà appello alla sentenza.

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