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Porto Viro

“Fiera Mata” divertimento sicuro

I festeggiamenti si sono conclusi mercoledì scorso “garantiti” dalle forze dell’ordine

La “Fiera Mata” ha concluso la “Fiera del libro” di Porto Viro, giunta alla 19esima edizione. E’ stato un mercoledì di festa per Porto Viro, grazie anche al supporto delle forze dell’ordine, dalla Polizia locale ai Carabinieri fino alla Guardia di Finanza, che hanno garantito la sicurezza in città con controlli a tutte le ore del giorno. E proprio grazie a questo dispiegamento di forze dell’ordine, tutta la fiera si è svolta senza intoppi. Il giorno della “Fiera Mata” ha visto la Banda musicale cittadina sfilare suonando per le vie del centro e il sindaco Maura Veronese, in diretta sul Delta Radio, intervenire insieme al conduttore Paolo De Grandis.

Che cosa rappresenti la “Fiera Mata” per Porto Viro e per la comunità del bassopolesine, lo ha spiegato benissimo in un intervento sui social network, nella pagina della Biblioteca comunale di Porto Viro, Mirella Pregnolato, studiosa e insegnante locale. “La ‘Fiera Mata’ è diventato un evento po’ particolare rispetto alle tradizioni di un tempo - le sue parole - non ci sono più cantastorie e circo Caveagna, la fiera del bestiame o la donna cannone. Oggi è legata alla ‘Fiera del libro’, si è aggiornata. La ‘Fiera Mata’ cade il primo mercoledì di novembre, è un appuntamento fisso che tutti celebrano con entusiasmo”. Pregnolato spiega il motivo per il quale questo evento ha preso questo nome. “Le notizie le ho raccolte da un articolo di Francesco Passarella e da un documento che ho pubblicato nel mio libro ‘Alla ricerca dei ossi d’Paladin’ - prosegue - intanto si svolge il primo mercoledì di novembre che spesso arriva a cavallo del giorno dei morti, e ogni sette anni proprio quel giorno. Poi nel 1725, primo mercoledì di quell’anno, il Po ruppe gli argini davanti all’allora piazza San Bartolomeo Apostolo, oggi piazza Matteotti, e allagò tutta l’isola di Porto Viro che comprendeva diversi comuni. Così è rimasta quella data”.

Ci sono altre motivazioni socio-economiche che hanno indotto a scegliere i primi giorni di novembre - prosegue Pregnolato - essendo un territorio prettamente agricolo e che si basava su un’economia primaria. Tra la fine ottobre e i primi novembre, infatti, si concludeva il ciclo dei campi e gli agricoltori avevano un po’ di soldi da spendere. Per questo si organizzava la fiera, che si svolgeva intorno a quella che oggi è piazza Matteotti, mentre nella golena c’era la fiera del bestiame, dove avvenivano gli scambi e arrivavano allevatori da Ferrara, da Padova e da Verona. In via Roma lo spazio era dedicato ai dolci mentre in piazza san Pasquale c’erano le giostre e i divertimenti. Infine, nello slargo tra piazza Matteotti e via Roma, che portava poi al cimitero, c’erano caldarroste, fiori e lumini”. Una ricostruzione della “Fiera Mata” e moltissime altre curiosità, detti popolari di un tempo e storia del Polesine, sono contenuti nel libro “Alla ricerca dei ossi d’Paladin” che Mirella Pregnolato ha pubblicato, con Venilla Editrice, proprio quest’anno.

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