you reporter

Immigrazione

Profughi, l’affare è finito

I 35 euro al giorno saranno ridotti fino a 19. Tutti i costi voce per voce: ecco come lavorano e quanto spendono le cooperative del settore.

Il governo dimezza i fondi per le coop: “Così i centri di accoglienza non stanno in piedi”.

Taglio dei fondi per il settore dell’accoglienza. Il Dl Sicurezza, che mercoledì ha ricevuto il via libera del Senato e ora deve sbarcare alla Camera, prevede un giro di vite sull’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia. E abbassa la quota-standard di 35 euro al giorno per ogni migrante accolto, seguito fin qui come criterio guida per le gare d’appalto bandite dalle prefetture, anche fino al 45%.

Nel dettaglio, i centri più grandi, e dunque in grado di fare economie di scala, dovrebbero ricevere, dal prossimo rinnovo di contratto, 19 euro per persona accolta (-45% rispetto agli attuali 35), mentre il contributo pro capite per i centri più piccoli si attesterebbe a quota 26 euro (con una riduzione nell’ordine del 25%).

A tutti verrà garantito vitto, alloggio, kit igienico-sanitario, pocket money (2,50 euro al giorno) e una scheda telefonica da cinque euro. Tagliati, invece, gli sprechi e quelli che vengono definiti “servizi non essenziali”, a partire dalle lezioni di italiano e formazione lavoro, che saranno garantiti soltanto a chi ha già lo status di rifugiato, e non genericamente a tutti i richiedenti asilo.

“Secondo i nostri calcoli - dicono le cooperative che hanno già studiato gli effetti del taglio voluto dal governo ai contributi per l’accoglienza - 18mila professionisti sui 36mila che oggi lavorano nelle strutture rischiano di andare a casa”.

In Polesine, la principale cooperativa che gestisce l’accoglienza dei richiedenti asilo è la Porto Alegre: la coop, con sede nella sede industriale di Rovigo, gestisce, tra le altre strutture, l’ostello Canalbianco di Arquà Polesine e Corte Romana, a Frassinelle Chiesa, che in due sono arrivate ad ospitare oltre 150 persone.

“Stiamo studiando il capitolato nei dettagli - spiega il presidente Carlo Zagato - finché la situazione non ci sarà del tutto chiara preferisco non dire niente sull’argomento. Certo è che con queste cifre un sistema della accoglienza serio non sta in piedi”.

Lo Stato, tramite le prefetture, destina ancora oggi circa 35 euro al giorno per ciascun migrante accolto nelle strutture. In genere, e in media, di questi 35 euro 9 euro e spiccioli se ne vanno per pagare l’alloggio, ovvero l’affitto ai proprietari delle strutture, altri 5,20 euro per i pasti. Totale 14 euro e 20 centesimi per vitto e alloggio.

Altri 8,80 euro per migrante vengono assorbiti dalla coop per pagare gli stipendi del personale. E siamo così a quota 23 euro: già oltre il livello di 19 euro fissato dalle nuove regole. E non è finita: altri 2 euro e mezzo al giorno vengono consegnati “cash” ai richiedenti asilo per le piccole spese quotidiane, e questi saranno mantenuti. E siamo a quota 25 euro. Aggiungendo il 4% di Iva il totale è di 26,50 euro.

Esattamente quanto sarà fissato per le strutture più piccole, mentre quelle più grandi dovranno fare economia. Tagliando ad  esempio quei servizi non ritenuti essenziali ad esempio - come detto - i corsi di italiano, la formazione o il personale di supporto. Insomma, anche le cooperative dovranno stringere la cinghia.

Il servizio completo e tutti i numeri sulla Voce in edicola sabato 10 novembre.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali : meraviglie del delta
Speciali: energia

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.

Powered by Gmde srl