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Salara

Risolto il cold case del 1684

Tra gli scoop, il ritrovamento di un probabile quinto dipinto del Sarti

Risolto il cold case del 1684

Un successo di pubblico oltre ogni aspettativa per la serata dedicata a storia, arte e cronaca nera nel passato di Salara organizzata in sala polivalente dall’associazione culturale Auratica, con il patrocinio del comune di Salara, per cui ha portato i saluti l'assessore Linda Zanforlin.


Relatore lo storico ficarolese Luciano Pigaiani, che nel corso dell’incontro ha trattato tre punti principali. Il primo argomento riguarda un “falso storico” sulle chiese esistenti a Salara, più precisamente in località Veratica.

Pare infatti che in alcuni scritti, anche recenti, fosse indicata l’esistenza di due chiese, la chiesa di Sant’Andrea e la cappella di San Zenone.

Grazie alle ricerche che Pigaiani ha personalmente condotto negli archivi storici, si può oggi affermare che la chiesa di Sant’Andrea non sia mai esistita, mentre la cappella di San Zenone, anche avvalendosi di cartine del tempo e delle attuali immagini satellitari, avesse la propria sede nell’attuale proprietà della famiglia Zaccarini a Veratica.

Il secondo interessantissimo punto della serata ha trattato un mistero che ancora oggi avvolge Salara e la sua chiesa principale: nel 1684, più precisamente nel corso della seconda festa di Pentecoste, il 22 maggio, si è consumato un omicidio a due vittime all’interno della chiesa parrocchiale, allora intitolata a San Leo. Francesco Pareschi, di 33 anni, e Caterina De Bellis, di 16, vengono brutalmente assassinati durante il vespro.

Il mistero consiste nel fatto che il caso sia ad oggi irrisolto, ma si suppone, frutto delle aggiornate ricerche di Pigaiani, che a commetterlo sia stato il fratello della vittima maschile, don Giovanni Pareschi, verso cui Francesco aveva esposto querela l’anno prima per ragioni di suddivisione della casa.

Punto focale e vero scoop della serata, il ritrovamento di un probabile quinto dipinto del Sarti, il più celebre pittore ficarolese seicentesco, di cui ad oggi sono conosciute solo quattro opere certe. Una riproduzione del dipinto “Madonna delle ciliegie” è stata scoperta proprio nel corso della serata, accendendo la curiosità del folto pubblico intervenuto.

Sulla "Voce" di sabato 17 novembre l'articolo completo.

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