you reporter

Rovigo

“Il mio gazebo, 30mila euro gettati”

L'ex titolare del caffé Borsa racconta le sue vicende con i plateatici a Rovigo. Il rappresentante dei pubblici esercenti: “Le associazioni di categoria non coinvolte nelle decisioni”

“Il mio gazebo, 30mila euro gettati”

 Con il vento freddo e quasi decembrino di ieri, gli ombrelloni di cui è costellato Corso del Popolo e non solo erano perlopiù chiusi, mentre è tutt’altro che chiusa la polemica sull’ennesimo cambio di rotta che riguarda i plateatici a Rovigo.

Il passo indietro sulla possibilità di costruire gazebo attorno ai dehors che riparino dal freddo è una novità che lascia tutti perplessi.

Non si riesce a fare una programmazione a lungo termine a Rovigo - sintetizza in poche parole Lorenzo Paparella, ex titolare del caffé Borsa e rappresentante dei pubblici esercenti in Confesercenti - Non si possono cambiare ogni cinque mesi le disposizioni, si manda in confusione la gente”. E con questa una buona fetta di mercato che nel capoluogo è molto orientato verso i locali, l’intrattenimento e la ristorazione.

Paparella parla a ragion veduta, visto che prima di cedere il caffé di piazza Garibaldi alla Thun, in cinque anni ha cambiato due volte il suo dehors. “Nel 2013 avevo posizionato un gazebo. Con il rifacimento della piazza mi hanno imposto di toglierlo e non mi hanno più consentito di installarlo. Io tra vetrate e infissi avevo speso circa 30mila euro per fare il gazebo”.

Stessa cosa il caffé Nazionale. Cinque anni fa addio gazebo e soldi spesi per realizzarlo. Oggi cambiano nuovamente le regole.

“Il miei pannelli - spiega ancora Paparella - sono per metà in campagna ad arrugginire, per l’altra metà li ho ceduti al bar Serenella, in zona viale Porta Adige. Solo che al titolare del Serenella non hanno concesso di poterlo installare, nonostante l’area sia privata e non pubblica”.

Paparella non dimentica il “dramma” delle sedie di plastica di qualche mese fa. “La plastica non era ammessa nel regolamento. Abbiamo dovuto lottare per far capire che c’è plastica e plastica e alcune sedie di design non hanno nulla da invidiare al ferro, che con il passare del tempo si arrugginisce”.

Il timore di chi ha gestito locali per anni come Paparella è che “una volta comprata la struttura la regola cambia nuovamente”.

La novità positiva è che i plateatici oramai sono fissi. “Io avevo un’autorizzazione di 4 anni, che ho ceduto. Certamente avevo realizzato un progetto senza gazebo, perché così dettava il regolamento. Quello che mi sorprende è il fatto che l’assessorato non si consulta mai con le associazioni di categoria, ma continua ad ascoltare solo chi è di parte, perché non sentono cosa gli esercenti hanno da dire?”.

Il servizio completo sulla Voce di Rovigo di oggi 18 novembre

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali : meraviglie del delta
Speciali: energia

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl