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Centro storico

Negozi chiusi, una spina nel fianco

Ceccato: “C’è crisi. Piazza Annonaria va ripensata a fondo”. Rossini: “Multipiano gratis al sabato”

Negozi chiusi, una spina nel fianco

Il commercio del centro storico è ferito, ma secondo il presidente di Confesercenti “non è affatto morto, anzi continuando a lavorare come stiamo facendo si può risollevare”. E’ ottimista, fiducioso, positivo Vittorio Ceccato, numero uno dell’associazione di categoria, che però non nasconde il fatto che “in città ci sono troppi negozi chiusi, vetrine che da mesi espongono la scritta affittasi, e questo significa che ci sono tante difficoltà. Una vera spina nel fianco. Ma voglio rilevare anche le cose positive, come il fatto che per le feste di Natale ci sarà un ricco programma di eventi, capaci di portare gente in città. E non va dimenticato che un centinaio di commercianti, quest’anno, hanno aderito al progetto per sostenere le luminarie in città. Insomma si sta cercando di mettere n pratica attività coordinate per sostenere il commercio”.

Detto questo, però, la sequenza di vetrine chiuse o con gli annunci di liquidazione totale preoccupa tutti: “Certo - spiega Ceccato - a Rovigo la crisi economica non è ancora superata e molte aziende non si sono ancora riprese”, ma questo, obiettivamente è un argomento che da solo non può spiegare le difficoltà di troppi negozi. Solo in questi giorni vetrine che da molti anni animavano il centro storico stanno per abbassare definitivamente le saracinesche. Fra le cause non possono mancare considerazioni generali: “servirebbe un abbassamento delle tasse, per dare ai commercianti più margini per investire e ai clienti più soldi da spendere”. Fino ad arrivare al “calo demografico. In Polesine e a Rovigo l’età media si alza sempre di più. E si sa che gli anziani hanno minor propensione alla spesa dei giovani”. Insomma una serie di concause che, sembra strano, si concentrano sul centro di Rovigo. Senza dimenticare le immancabili critiche allo strapotere dei centri commerciali e al Comune che non pianifica nel migliore dei modi gli eventi o la disciplina dei parcheggi. “Su questo punto - obietta Ceccato - io non sono d’accordo con chi critica l’amministrazione comunale. Nel corso del 2018 di venti in centro ne sono stati fatti molti. Forse occorre coordinarli meglio, ma su questo punto ci stiamo lavorando”.

Punto nero, e qua non ci sono giustificazioni, è piazza Annonaria, che perde giorno dopo giorno pezzi e attività commerciali. “Sulla piazzetta - annuncia il presidente di Confesercenti - tra poco uscirà un bando ad hoc. Occorre però che anche le istituzioni facciano la loro parte. Ci sono tanti, troppi problemi, grandi e piccoli, strutturali. A partire dalla tinteggiatura e dalle pareti che avrebbero bisogno di un restyling, deve essere riqualificata. Occorre dare appeal alla piazzetta, fare in modo che i commercianti ci restino all’interno dei box, e soprattutto che la gente ci vada. ma per fare questo occorre una pianificazione, rendere la piazza bella esteticamente e funzionale”. Tutte cose che il Comune ha tentato di fare senza, almeno fino ad ora, riuscirci”.

E sulla crisi del commercio in centro interviene anche il consigliere comunale Antonio Rossini: “Bisogna rivitalizzare il centro storico, consentendo l’uso gratuito del multipiano tutto il sabato e il martedì mattina, e applicando tariffe agevolate per chi parcheggia mezza giornata o tutto il giorno. La buona politica ha il dovere di riequilibrare la forte concorrenza dei centri commerciali”. Rossini, aggiunge che “le vie del centro storico dovrebbero venire mantenute più pulite e più in ordine”.

Per Rossini sarebbe più utile “impiegare i vigili urbani per prevenire il degrado urbano in città, magari sanzionando chi concorre a mantenerla sporca. Se aggiungiamo l’eccessivo peso delle tasse, il costo degli affitti e la mancanza di credito, questo mix di criticità ha costretto moltissime attività commerciali a chiudere definitivamente”.

E ancora: “La valorizzazione del commercio urbano, tuttavia richiede l’adesione degli operatori a una visione strategica e di investimento, così come una capacità di regia e di sostegno da parte del Comune che per ora è stata insufficiente”. Rossini chiede all’amministrazione comunale “di intervenire con idee e soluzioni coraggiose”

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