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Caso dehors

Plateatici, cauzione e non risposte

Intanto l’assessore Moretti non risponde all’interrogazione sollevata in consiglio da Nadia Romeo

Plateatici, cauzione e non risposte

E ora pure la cauzione. Non c’è pace per i dehors del centro di Rovigo. Anzi per i baristi che hanno investito per allestire plateatici con sedie e tavolini. Non bastava la babele di norme, regolamenti attuali o da modificare, sensazione di anarchia e confusione. Ora salta fuori, che per allestire i plateatici gli esercenti devono mettere sul piatto anche una cauzione di 1.500 euro.

Ma non si tratta di un comma nascosto del regolamento dehors, ma del regolamento del settore lavori pubblici che impone a chi interviene sul suolo pubblico di versare una somma a scopo di cauzione. Così in caso di danneggiamenti (a pavimentazione o alberi) durante l’intervento di allestimento del plateatico il Comune potrà trattenere la somma a titolo di risarcimento danni.

Una cauzione che forse non rappresenta una novità, ma che non tutti i baristi conoscevano, e così quando qualcuno di loro si è visto recapitare la lettera dal settore lavori pubblici, con la precisazione della somma da versare, lo stupore ha preso il posto, per qualche minuto, della rabbia e dello sconcerto per la confusione che regna attorno alla materia plateatici. Anche perché l’impressione è che nessuno, almeno in un recente passato, quella cauzione l’abbia mai pagata. Confusione che è sbarcata anche in consiglio comunale.

L’altra sera, infatti, la capogruppo del Pd, Nadia Romeo, ha presentato un’interrogazione all’assessore all’urbanistica Federica Moretti. Ha chiesto di fare chiarezza sull’argomento per sgombrare il campo dalle polemiche che da giorni investono i settore urbanistica e commercio. E per dare certezze agli esercenti “chiamati ad investire risorse importanti e che meritano risposte e dati certi”. All’interrogazione però l’assessore Moretti non ha dato alcuna risposta, precisando che le spiegazioni arriveranno in forma scritta. Con tempistiche tutte da definire, come se l’urgenza della situazione e il caos che regna sulla materia non fossero già sufficienti per diradare la nebbia.

Per non parlare del calendario: si sta avvicinando il 31 dicembre, data che fissa la scadenza entro la quale gli esercenti del centro si devono adeguare per l’allestimento degli spazi esterni al nuovo Regolamento. Regolamento che però, come ha detto pubblicamente l’assessore Paulon, l’amministrazione intende cambiare radicalmente nonostante non sia ancora entrato in vigore fino in fondo... E sono molti i baristi ad attendere il Comune e la polizia locale al varco: ci saranno i controlli per appurare che tutti i locali si siano adeguati alla normativa? Sarà assicurato, da parte del Comune, uguale trattamento a tutti i gestori? E soprattutto sarà fatta piena chiarezza su quelle norme del regolamento dehors che continuano a sollevare dubbi e interpretazioni diverse.

Ad esempio le materie plastiche si possono o no utilizzare per sedie e tavolini da esterno? E se sì, ma solo in presenza di plastica di qualità, chi definisce che un certo materiale è, o meno “plastica di qualità”? E gli ombrelloni, devono essere di colore preferibilmente chiaro? E quindi praticamente come ognuno preferisce? E i gazebo, si possono o non si possono fare? L’obbligo degli ombrelloni, votato dalla maggioranza in giugno, pare già dimenticato...

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