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Il lutto

“Mattia continua a vivere e ci sorride”

In tantissimi al funerale del 19enne, portato via da un male che non gli ha lasciato scampo. Il saluto di parroco e comunità, la maglia sulla bara, i palloncini in cielo. Il papà: “Grazie per l’affetto”.

“Mattia continua a vivere e dal cielo ci sorride. E’ la morte di un giovane, una morte che chiede silenzio”. E’ uno dei passaggi dell’omelia di don Daniele, oggi, nel corso dell’ultimo saluto a Mattia De Paoli, il 19enne che è stato portato via solo qualche giorno fa un male che non gli ha lasciato scampo.

Erano in tantissimi, oggi pomeriggio, nella chiesa di Concadirame, per i funerali del giovanissimo. Familiari, amici, conoscenti, la comunità di Concadirame e non solo: tutti hanno voluto dare l’ultimo saluto a Mattia, in una chiesa ed in un piazzale gremiti.
Sulla bara la maglietta che rappresentava la passione sportiva di Mattia: la t-shirt con il logo che, insieme ad un gruppo di amici, aveva creato per gareggiare a bordo di motorini particolari, d’epoca. Motori speciali, come la sua amata Vespa 50 del 1971, bellissima, restaurata.

La maglietta, firmata da tutti gli amici, è stata appoggiata sulla bara del 19enne a simboleggiare un ultimo forte abbraccio. Infine, tanti palloncini bianchi lanciati in cielo e la schiera di motorini che sono stati accesi per salutare Mattia.

La messa è stata concelebrata da don Daniele Donegà (da due mesi parroco di Concadirame, Granzette e Boara Polesine, che ha presieduto la celebrazione), don Adriano Montorio (collaboratore di don Daniele), don Giuliano Gulmini (il parroco precedente), e don Ionut Ursuleac (collaboratore di don Giuliano).

Mattia De Paoli è venuto a mancare per un male, molto raro, che non gli ha lasciato scampo. E’ spirato, nella notte tra domenica e lunedì, all’Hospice di Lendinara, intorno alle 4.30, struttura nella quale era arrivato nel pomeriggio di domenica.

E’ stato tutto, oltre che tremendo, troppo veloce. Mattia aveva fatto la maturità da poco, lo scorso luglio: si era diplomato all’istituto agrario di Sant’Apollinare. Per lui quindi doveva essere un’estate speciale, quella della fine degli studi superiori, con il pensiero al futuro. Ma alla metà di agosto, proprio nel pieno del periodo delle vacanze estive, il 19enne aveva iniziato a sentire dei lievi disturbi. Non sembrava nulla di grave, ma si era deciso comunque di effettuare dei controlli, con esami del sangue e successiva ecografia all’ospedale di Rovigo. Purtroppo, gli accertamenti avevano rilevato qualcosa che non andava. Per questo, alla famiglia era stato consigliato di rivolgersi ad una struttura di Padova. Lì era stato sottoposto a cure specifiche nel tentativo di riportare Mattia alla normalità. Dopo mesi di terapie, la decisione di tornare a casa, in famiglia. Però, per il giovane la situazione andò peggiorando negli ultimi tempi. Fino a quando i medici avevano constatato che, purtroppo, non c’era ormai più nulla da fare. Un male fulminante: in soli tre mesi e mezzo la grave malattia si è portata via Mattia.

Il 19enne lascia papà Massimo, mamma Tania e un fratellino di sette anni. Era la sua famiglia, quella con cui abitava a Concadirame, frazione di Rovigo. “C’era tantissima gente - ha detto papà Massimo, dopo il funerale - a Mattia sarebbe piaciuto. La comunità, gli amici e i conoscenti ci sono stati vicini. Ringrazio tutti per l’affetto che ci hanno dimostrato”.

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