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Il caso a Porto Tolle

Il vescovo in classe solo se c'è anche l'imam

Il preside: “Lo avrei accettato solo in un contraddittorio con rappresentanti di altre confessioni o atei”.

Cusin scrive a Tessarollo: “Mai visto un vescovo in classe”

Una lunga lettera per dire la sua (la pubblichiamo sul giornale di venerdì 7 dicembre): il direttore scolastico del Comprensivo di Porto Tolle, Fabio Cusin replica alle polemiche scaturite dopo il suo “no” ad una visita del vescovo a scuola.

“Me l’aspettavo”, ammette, quasi meravigliandosi che fino all’intervista di monsignor Tessarollo alla Voce nessuno avesse raccontato l’accaduto. Per lui - questo il senso della riposta - in una scuola laica va ritenuta “inopportuna la presenza di un rappresentante di una confessione religiosa, a meno che non fosse prevista una specifica attività didattica che lo richiedesse, nel rispetto del pluralismo delle idee”. Poi aggiunge: “Ho quasi 57 anni e 25 di insegnamento, mai visto un vescovo nelle mie scuole...”.

E allora, “chi vuole, lo incontri fuori da scuola”. O al massimo “la sua presenza potrebbe essere prevista in occasione di eventi impostati sul confronto delle idee... Penso ad un confronto inter-religioso o a dibattiti con personalità prive di credo religioso”. Insomma: il vescovo in una scuola può sì entrare, ma solo se accompagnato... dall’imam. 

Il servizio completo e le reazioni sulla Voce in edicola venerdì 7 dicembre.

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