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Lavori pubblici

Palazzo Angeli, ok al recupero

Un progetto da 1,8 milioni di euro. L’edificio destinato ad ospitare la facoltà di giurisprudenza

Palazzo Angeli, ok al recupero

Disco verde per il completamento del recupero di Palazzo Angeli. Un intervento di 1,8 milioni di euro, che andrà a completare la riqualificazione dello storico palazzo che si affaccia di piazza Matteotti, e che attende da anni di vedere completato i lavori di recupero. Che porteranno l’immobile a diventare sede della facoltà di giurisprudenza del Consorzio universitario di Rovigo.

Il settore lavori pubblici del Comune di Rovigo ha approvato il progetto esecutivo per “le opere di completamento del secondo stralcio dei lavori di recupero di Palazzo Angeli”. Un intervento che prevede una spesa di un milione e 850mila euro.

L’ok del Comune è il documento che mancava per il via libera all’opera, l’autorizzazione per l’esecuzione dei lavori da parte della fondazione Cariparo che hanno finanziato la prima parte del restauro, completato ormai sei anni fa, e l’ultimo step dei lavori.

Il progetto, formato da 71 elaborati e realizzato dall’architetto Marco Lippi Angeli, ora potrà entrare nel vivo della fase realizzativa, mettendo così fine alle attese e alle condizioni di degrado che da settimane si son impossessate dell’area esterna al palazzo.

La storia di Palazzo Angeli è quella di un restauro travagliato e che va avanti da ben 14 anni. Era stato finanziato negli anni dal 2004 al 2010, dalla fondazione Cariparo con tre milioni di euro. La prima parte del recupero ha visto il ripristino degli affreschi, dei pavimenti originali e dei caminetti all’interno dello storico palazzo. I lavori, quasi ultimati alla fine dell’estate 2012, sembravano avere come data finale la primavera 2013.

Poi il blocco: il terremoto del 2012, infatti, ha imposto l’aggiornamento della documentazione progettuale fornita dal comune alla Fondazione con la valutazione di rischio sismico, considerato l’utilizzo finale del palazzo. Nel 2014 sembrava tutto nuovamente pronto per il taglio del nastro, ma a quel punto servivano altri 700mila euro per terminare l’opera, e restituire finalmente un gioiello architettonico alla città. Soldi che con gli anni sono lievitati. Fino a diventare quasi 2 milioni di euro. Il palazzo dovrebbe diventare sede del rettorato e di giurisprudenza. Una volta inaugurata la sede - secondo i piani iniziali nel 2020 - l’edificio di viale Marconi verrebbe liberato.

Fra i lavori: sarà demolita la rampa di accesso ai disabili su Corso del Popolo. Sostituiti i serramenti; realizzati pavimenti e controsoffitti nel piano interrato, realizzate le porte interne mancanti e le opere di finitura. Sarà sistemato il cortile con una nuova pavimentazione, integrato l’impianto idro-termo-sanitario e sostituiti i termosifoni con termoconvettori per l’inverno e l’estate. Inoltre, in base al progetto, sarà rifatto l’impianto elettrico, completato il piano antintrusione e il sistema di videosorveglianza, oltre ad una verifica sugli impianti fermi da anni e alla disposizione interna degli spazi.

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