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Gemelli diversi, che ingiustizia!

Sei anni fa dehors simili al caffé Nazionale e al Borsa erano stati fatti smantellare

Gemelli diversi, che ingiustizia!

 “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Lo diceva Tancredi ne “Il Gattopardo” e a giudicare dal risultato, sembra che lo abbiano pensato anche in amministrazione comunale: dal 2012 - si parla di rivoluzione dei plateatici, e una volta approvato il sudato regolamento di fatto si sta tornando alla situazione di sei anni fa.

Intanto mentre il Venezze di Corso del Popolo, con autorizzazioni alla mano, si appresta a inaugurare il nuovo dehors al calduccio, a 180 metri, il gazebo del caffé Nazionale lo fecero smantellare perché non era conforme alle norme dettate dalla Sovrintendenza dei beni culturali. Stessa cosa per il dehors del caffé Borsa. Lorenzo Paparella dovette caricare le pareti di ferro su un camion e portarle in campagna. In parte le vendette online, in parte giacciono ancora lì ad arruginire. Tutti avevano investito dai 30 ai 40mila euro per quei gazebo.

Che - lo ricordiamo - all’articolo 4 del regolamento approvato definitivamente nel maggio scorso fa espresso divieto di montare gazebo e strutture che non siano facilmente rimovibili.

Giovedì in Comune il direttore di Confesercenti Antonella Savogin ha incontrato gli assessori all’Urbanistica Federica Moretti e al Commercio Luigi Paulon, oltre al dirigente Christian Scalabrin. I due referenti della giunta Bergamin hanno ribadito che c’è la volontà di apportare cambiamenti al regolamento appena approvato per renderlo più funzionale, mentre alla espressa domanda “se il dehors del caffé Venezze risponde ai dettami del regolamento”, hanno chiesto di mandare una nota scritta al Comune per avere una risposta ufficiale.

“Mi hanno chiamato molti operatori - ha spiegato Savogin - per chiedere se quella struttura è regolare, perché ovviamente molti esercenti sarebbero interessati a farne una simile. A me personalmente piace anche, ma qui non è una questione personale, è una questione di attinenza al regolamento. Ho scritto al sindaco, al comandante della polizia locale, ai dirigenti, alla pec del Comune e agli assessori al Patrimonio e al Commercio. Sentiremo cosa rispondono, perché le regole vanno rispettate, non ci può essere un esercente di serie A e un esercente di serie B”.

La risposta potrebbe aprire scenari gattopardiani.

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