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Cinergia - la lettera

“Il silenzio assordante dei politici”

Parla Fabio Paparella, ex dipendente del cinema multisala, da mesi senza lavoro.

“Il silenzio assordante dei politici”

E’ passato un anno e la lettera che il dipendente dell’ex Cinergia Fabio Paparella, scrive sulla “fine delle proiezioni” ma anche del loro lavoro, è un grido di dolore. “8 dicembre 2017, 8 dicembre 2018 - scrive Paparella - E’ passato un anno dal rogo del multisala Cinergia, che ha tolto alla città l’unico cinema che portava mamme, papà, bambini, nonni e ragazzi ad uno dei pochi divertimenti rimasti in questa città che oramai di luoghi di divertimento e di eventi ne vede pochissimi”.

In tanti durante quest’anno hanno fermato Paparella per chiedere se “ci sono speranze”. “Già, le speranze - riflette l’ex lavoratore nella lettera - per i cittadini di Rovigo, di avere ancora un cinema e per noi lavoratori di avere ancora un lavoro... Al di fuori di tutto questo, come una voce stonata, ma che non ha suono, la politica rodigina. Silenzio dopo il rogo, silenzio a marzo, quando noi lavoratori, tramite una conferenza stampa, abbiamo annunciato il nostro licenziamento in massa, silenzio nei mesi successivi, quando i giornali si chiedevano che fine avrebbero fatto i 20 lavoratori a casa e se e quando avesse riaperto il multisala. Silenzio quando leggevano le nostre voci sui giornali, che parlavano di famiglie con figli piccoli e mutui da pagare”.

L’ex lavoratore ha il dente avvelenato: “La politica rodigina… sì, quella delle buche e dei sensi unici, quella del chiosco da abbattere e dei premi ai dirigenti, quella che si accapiglia per un comunicato stampa mandato in ritardo, o per l’abete arrivato da Asiago. Evidentemente per loro, e con loro dico destra, sinistra, verdi, gialli, siamo lavoratori che non contano. Non siamo nemmeno lavoratori di serie B, altrimenti qualche discorso sarebbe stato fatto, ma non contiamo proprio…”. Per il lavoratore il messaggio chiaro ricevuto è: “Hanno perso il lavoro? Che si arrangino! Noi abbiamo altre questioni di cui occuparci”. E continua: “In quest’anno ho visto politici fotografarsi al fianco dei lavoratori della Sicc e portare avanti le loro ragioni, fino a riuscire a trovare un accordo per reintegrarli al lavoro. Ho visto politici quasi accapigliarsi per i quattro lavoratori dei servizi funebri di Asm onoranze funebri. Ho visto politici che si fanno fotografare con associazioni benefiche durante le raccolte fondi, per poi abbandonare la postazione 5 minuti dopo che era andato via il fotografo. Noi abbiamo famiglie, mutui da pagare, bambini da crescere, abbiamo persone che che a 60 anni sono nell’età per cui ‘per andare in pensione sei troppo giovane e per lavorare sei troppo vecchio’. Nessuno di quei signori che siede a Palazzo Nodari ci ha mai chiesto: ‘Come va? Hai trovato qualcosa? Stai cercando? Sei in difficoltà?’.

Il silenzio della politica per Paparella è chiaro: “Nessuno che abbia cercato un incontro con la società Sagittario per capire, vedere se si può far qualcosa per accelerare la ricostruzione, se il Comune, in qualche modo, può dare una mano. Tutti a farsi vanto di aver messo su una sala al Censer e di aver salvato il cinema a Rovigo”. Per il dipendente del Cinergia il rogo del 9 dicembre è stato l’inizio della fine: “Ecco la situazione un anno dopo, ecco come è messa la città, ecco come è messo il multisala ed ecco come siamo messi noi: male! Non so come sarà il futuro per me e per gli altri, non so se troverò mai un lavoro, non so se dovrò aprire Partita Iva per lavorare, o se addirittura dovrò cambiare città o Paese, so di sicuro che la mia delusione per la mia città è grande ed ancor più per alcune persone che dovrebbero avere a cuore i propri cittadini, tanto più che in questa piccola città ci si conosce tutti, ma evidentemente ci si conosce solamente quando si ha bisogno… magari di voti”.

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