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“Romea E55, Barbierato ripensaci”

Simoni: “Non affossare un progetto portato avanti da un fronte unitario di partiti diversi”

“Romea E55, Barbierato ripensaci”

“Aver bocciato la proposta di avviare un studio di fattibilità per la Romea E55 è soltanto ottusità politica del sindaco Omar Barbierato e della sua maggioranza civica che affossa il ruolo centrale che Adria si era costruita su questo progetto e la spinge verso l’isolamento”.

Non usa mezze parole Federico Simoni, ex vicesindaco e attuale vicecommissario provinciale di Forza Italia, nel commentare la bocciatura della mozione. E ripercorre le tappe principali del progetto evidenziando un fronte comune tra enti locali, oltre le bandiere di partito.

“Era il 3 novembre 2016 - ricorda - quando a palazzo Tassoni arrivarono gli assessori regionali Cristiano Corazzari ed Elisa De Berti per iniziare a parlare di quel tracciato che esisteva solo come idea, ma non ancora in maniera concreta su carta. Sei mesi dopo si arrivò a un’importantissima riunione sempre ad Adria con tutti i sindaci interessati dal tracciato ovvero Codevigo, Cona, Cavarzere, Corbola, Ariano, Codigoro e Mesola, insieme all’onorevole Crivellari, tutti molto interessati ed entusiasti anche nell’indicare Adria come capofila. Significativa fu la presenza del capo compartimento Anas di Venezia Manginelli, a dimostrazione del concreto interessamento di tutte le istituzioni. Già allora, Anas stava studiando un progetto di rotatorie che interessavano l'attuale Romea 309 da Chioggia a Comacchio, soluzione per migliorare la sicurezza ma non per ridurre il traffico. La soluzione che abbiamo proposto noi, invece, farebbe deviare il traffico pesante da Comacchio a Codevigo, sgravando quindi tutte le zone balneari da camion e mezzi pesanti, senza penalizzare le aree turistiche del litorale, anzi favorendo il traffico leggero”.

A questo punto Simoni ricorda che “un intervento del genere porterebbe importanti lavori pubblici in zone prettamente agricole e senza particolari problemi infrastrutturali, per realizzare l'unico tratto non esistente di questo nuovo progetto, cioè la bretella Adria-Cavarzere, portando così lavoro per molte ditte di costruzioni e nuova linfa per tutte le attività. Adducendo non specificati problemi con Cavarzere, che nel 2017 aveva dato l'ok, Barbierato si è trincerato dietro a un modo di fare arrogante e autosufficiente, sicuramente non collaborativo come invece sono state tutte le forze politiche che fino ad oggi stavano investendo in questo progetto unitario, slegato da logiche di partito e di bandiera e che vedeva Adria e tutto il territorio unito”.

Sulla "Voce" di sabato 8 dicembre l'articolo completo.

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