you reporter

Sanità

Alto Polesine, medici in pensione: è emergenza

L’indicazione dell’Ulss 5 è di iscriversi dagli altri. Bartelle: “Inaccettabile sacrificare il diritto alla salute”

Alto Polesine, medici in pensione: è emergenza

A fine dicembre il dottor Maurizio Passerini andrà in pensione ma non si sa ancora chi lo sostituirà nell’ambulatorio di Via Magenta a Castelguglielmo. L’Ulss 5 ha fatto recapitare ai pazienti di Passerini, circa 1.700, l’invito a scegliere un nuovo medico. Nessuna indicazione su chi farà servizio a Castelguglielmo nell’ambulatorio recentemente ristrutturato dall’amministrazione comunale. Lo sottolinea Pietro Tosarello nel suo blog e riporta come ai cittadini che si sono rivolti al punto sanità sono state date risposte che non mancano di preoccupare. Dall’invito a scegliere un nuovo medico nelle vicinanze, prima che raggiunga il massimale, all’affermazione che nell’ambulatorio di Castelguglielmo non verrà nessuno.

Dopo l’incontro dell’Ulss 5 a Castelguglielmo è inoltre emersa una novità che ha allarmato ancor di più i cittadini altopolesani: oltre a Passerini, infatti, andrà in pensione anche Annibale Ferrigato, medico cha ha quasi 1.300 pazienti nella medicina di gruppo di Ceneselli-Trecenta. “ La mobilitazione dei cittadini è fondamentale per ottenere dei risultati concreti sul diritto di essere curati, almeno dal medico di base” commenta intanto la consigliere regionale di minoranza Patrizia Bartelle sulla vicenda.

“A dimostrarlo la lotta fatta per mesi dai Corbolesi, quando andò in pensione il medico di base. Una vicenda che il sindaco gestì ponendo l’accento sull’aspetto politico, più che pretendere di far valere i diritti dei suoi cittadini - ricorda - non si fa carriera politica sul dimostrare quanto si è stati bravi come manager (il riferimento è al direttore generale dell’Ulss 5 Polesana Antonio Compostella ndr) nel portare a casa gli obbiettivi, distruggendo scientificamente la sanità del territorio, per poi riproporla nel nuovo Piano socio sanitario regionale in maniera ‘creativa’, scomponendo le competenze dei medici di base, tra più soggetti. Dovrebbero saperlo anche gli amministratori locali”.

Il Polesine è stanco di chi, senza nessuna interazione con i territori ha applicato una legge regionale, quella dell’accorpamento delle Ulss, con tagli lineari che hanno interessato servizi medici ed amministrativi - conclude Bartelle - e che non si dia la colpa della mancanza dei medici alle chiusure periferiche. Molti probabilmente se ne sono andati ben prima che la mancanza di medici e gli aumenti di carichi di lavoro, diventasse l’emergenza attuale. E’ inaccettabile che il diritto alla salute, riconosciuto e garantito dall’articolo 32 della costituzione quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, sia costantemente sacrificato sull’altare dell’efficienza economica”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali : meraviglie del delta
Speciali: energia

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl