VOCE
ROVIGO
29.12.2018 - 20:09
Il pm non chiede la convalida del fermo per tentato omicidio e libera il giovane marocchino
Rimangono ancora un mistero le circostanze in cui è avvenuto l’investimento di una ragazza di poco più di 20 anni, nella notte di Santo Stefano, nel parcheggio di un noto locale in zona industriale a Borsea.
La polizia di stato ha disposto il fermo per tentato omicidio di un ragazzo di 22 anni di origini marocchine, e accusato la compagna di favoreggiamento, ma il pm non ha ritenuto di chiedere la convalida del fermo, non ravvisandone i motivi dopo aver esaminato gli atti in suo possesso. Il quadro accusatorio appare frammentario per determinare una misura del genere restrittiva della libertà personale. Così il ragazzo è stato liberato.
L’unica circostanza chiara è che una ventenne, legata a un litigio scoppiato per gelosia tra gli avventori del locale, è stata investita e sottoposta a un intervento chirurgico alla gamba per una frattura alla tibia. E che l’auto che l’ha investita con a bordo il marocchino sottoposto a fermo e la compagna, è fuggita via senza prestare soccorso. Il che aggraverebbe la posizione del giovane marocchino e della compagna rodigina, che hanno omesso il soccorso.
Per il resto è ancora tutto da chiarire quello che è successo nella notte folle dell’Interporto. La questura mantiene il massimo riserbo e così la procura, concentrati nelle indagini.
Tutto è cominciato nella tarda serata di mercoledì 26 dicembre all’esterno di un locale nato da poco in viale delle Industrie. Qui c’erano una ragazza di Rovigo e il compagno di lei, un marocchino di 22 anni con un altro amico, albanese.
Nel locale i due hanno incontrato la ex fidanzata del giovane e qui sarebbe nato un battibecco, che è poi proseguito all’esterno del locale nel parcheggio.
Poi l’automobile si è dileguata. I soccorsi sono stati chiamati dai gestori del locale, che sono accorsi in aiuto alla giovane, che è rimasta sola per terra, dolorante e traumatizzata.
Pare che il giovane marocchino fosse alla guida, ma senza patente, il che aggraverebbe la sua posizione. La Procura ha disposto anche il sequestro dell’auto, mentre la posizione della coppia è al vaglio della magistratura.
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