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Tribunale

A processo per il furto a luci rosse

Due nigeriane toccano un anziano nelle parti intime, poi lo derubano. Una mostrò il seno. Per altri episodi, una 33enne è accusata anche di tentata estorsione, rapina e truffa

A processo per il furto a luci rosse

Furto a luci rosse. Si è tenuta oggi, davanti al collegio del tribunale di Rovigo, una delle udienze che vede imputate due donne nigeriane accusate di furto aggravato in concorso. Secondo il capo d’imputazione, infatti, si sarebbero impossessate di mille euro sottraendoli ad un 70enne. In particolare, le due, che ora hanno 29 e 33 anni, ed un’altra donna, rimasta ignota, dopo aver invitato l’anziano nel loro appartamento di San Pio X a Rovigo, avrebbero cominciato a toccargli il sedere e le parti intime, continuando a toccarlo mentre la 33enne gli mostrava i propri seni e una di loro gli sottraeva il denaro sfilandoglielo dai pantaloni. Il fatto, in base al capo d’imputazione, si sarebbe verificato nell’aprile del 2010. L’accusa, contenuta nel capo A, riguarda entrambe le giovani.

Una di loro, la 33enne, è accusata, invece, anche di altri reati nei confronti di altre vittime. In particolare, è accusata di tentata estorsione nei confronti di un 70enne, per la minaccia che, qualora non avesse consegnato in anticipo i cento euro pattuiti per una prestazione sessuale, lo avrebbe denunciato per averle messo le mani addosso. Poi, sempre per l’accusa, togliendosi una scarpa e afferrando un collare da cane che era sul cruscotto dell’autovettura dell’uomo, avrebbe minacciato di infrangere il parabrezza della macchina. Ma l’uomo chiamò carabinieri e la donna si allontanò senza il denaro. Per questo fatto, che si sarebbe verificato a Rovigo tra agosto e settembre nel 2009, dovrebbe essere già intervenuta la prescrizione.

Altra accusa per la 33enne è quella di rapina di 700 euro dal portafoglio di un 50enne, approfittando del fatto che l’uomo aveva lasciato la propria giacca sul divano del salotto per andare in bagno. La donna avrebbe successivamente minacciato il 50enne con un coltello per assicurarsi il possesso del denaro. Fatto che si sarebbe verificato tra agosto e settembre del 2009.

La 33enne è accusata anche di truffa perchè, chiedendo se voleva una prestazione sessuale, facendo vedere il suo seno ad un 55enne, si era fatta dare 40 euro, inducendolo in errore con artifici e raggiri. Anche per questa imputazione, dovrebbe essere già intervenuta la prescrizione.

Le indagini erano state fatte dalla polizia dopo una denuncia. Oggi, sono stati ascoltati un ispettore di polizia, un ex coinquilino della 33enne e una parte offesa. Processo rinviato al 6 giugno per sentire gli ultimi testi e la discussione. La 29enne è difesa di fiducia dall’avvocato Andrea Braccioli, mentre la 33enne è assistita d’ufficio dall’avvocato Federico Laurenti.

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