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Accademia dei Concordi

“E adesso denuncio anche il sindaco”

Bergamin riconferma la fiducia a Boniolo, Sgarbi: “E’ complice, la Lega lo scarichi”. E poi:“Il presidente lasci i Concordi e la città”, e anche Valentina Noce si schiera col critico.

“Che sia maledetto! Che sia maledetto! Che sia maledetto”. Basterebbe il sorriso di Valentina Noce mentre Vittorio Sgarbi, per tre volte, scandisce la sua invettiva all’indirizzo del presidente dei Concordi Giovanni Boniolo per capire che il clima in Accademia, ormai, è avvelenato.

E allora, hai voglia che il sindaco Massimo Bergamin, anche ieri, abbia ribadito la sua “totale fiducia al presidente”; Sgarbi ne ha anche per lui: “Non si vergogna? Chiederò alla Lega le sue dimissioni”. Il tutto, mentre Boniolo, all’interno dell’ente culturale di piazza Vittorio, sembra ormai irrimediabilmente in bilico. Scaricato da tutti, o quasi.

Affiancato dall’editore Franco Caramanti e dallo scrittore Giancarlo Marinelli. Com’è nel suo stile, il critico ferrarese ha alternato il fioretto all’obice. E se l'è presa anche col sindaco Bergamin: “Ho chiesto personalmente al sindaco di prendere posizione su questa vicenda. Non lo ha mai fatto. E se adesso si schiera a difesa di Boniolo ne diventa complice. Farà un’altra interrogazione parlamentare, e poi denuncerò anche lui. Anzi: ho già sentito i parlamentari leghisti di Padova, e vi posso dire che lo hanno già scaricato”.

Quindi, veste i panni del banditore d’asta e di dare un prezzo - fotografie alla mano - ai libri del fondo Cibotto mandati al macero. Tutti insieme, per Sgarbi, possono valere tra gli 80 e i 100mila euro. Quanto accaduto, secondo Sgarbi, “è la cosa più grave successa a Rovigo dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti e l’alluvione del Polesine del 1951. Come diceva Borges: in una biblioteca è vivo il suo proprietario. Con questa decisione, dunque, si è ucciso Cibotto: l’assassino si conosce. Si dimetta subito. Se ne vada da Rovigo. E’ un nemico dell’Accademia, un ignorante totale, e se non si dimette non ha pudore. I Concordi, purtroppo, è in mano a una persone che si può definire criminale”. E la vicepresidente, Valentina Noce, accanto a lui, sorride.

Il servizio completo sulla Voce in edicola sabato 12 gennaio.

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