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AMBIENTE

Smog: no controllori, no divieto

La polizia municipale non sarebbe in grado di vigilare sui divieti. Non ci sono le dotazioni per i rilievi nel caso di emissioni da combustione di biomasse

Smog: no controllori, no divieto

Una manifestazione anti smog

Quota 39 microgrammi per metro cubo giovedì e 40 microgrammi su metro cubo mercoledì. Da due giorni le polveri sottili si stanno dileguando nell’aria grazie alle condizioni meteorologiche favorevoli alla loro dispersione. Ma non c’è da sperare sulla qualità dell’aria a Rovigo e dintorni, perché già da ieri e nei prossimi giorni il bollettino dell’Arpav regionale colora di “giallo”, tutta la zona di Rovigo: Pm10 di nuovo alle stelle e rischio ordinanza.

Che però fatica a scattare a Rovigo, mentre altre città venete, come Treviso, Padova, Verona, hanno fatto già scattare il blocco del traffico degli Euro 4 e i controlli per le emissioni derivanti da combustione di biomasse.

A Rovigo no, anche perché, divieti, quanti ne vuoi, ma chi controllerebbe poi? Al comando di polizia municipale non c’è un agente con la dotazione adatta a fare praticamente un controllo del genere. Non c’è personale qualificato e non c’è dotazione.

Dunque, l’ordinanza sarebbe priva di controllore, vanificata di fatto dall’impossibilità di sanzionare chi brucia pellet o legna quando è vietato dal sindaco. Al massimo si può controllare chi circola nonostante il blocco del traffico.

Da tempo l’opposizione con Giorgia Businaro (Pd), ex direttore di Legambiente, bacchetta l’amministrazione per il suo immobilismo: “La qualità dell’aria a Rovigo è pessima e questo si ripercuote sulla salute dei cittadini. Ma emerge il totale immobilismo di chi governa la città. Parole, parole, parole e nulla di concreto sul fronte ambientale, nessuna strategia. La questione dell’ordinanza antismog è emblematica: emanata, ritirata, ri-emanata, ignorata, sospesa, criticata, non si capisce più nulla. Alle prime proteste dei cittadini, l’amministrazione ha fatto marcia indietro, in un pessimo esempio di cerchiobottismo”.

Le misure ambientali più ampie, quelle che invocano gli ambientalisti, non si vedono. E così Rovigo rimane immersa nella sua nebbia di smog irrespirabile.

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