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Viaggio nella zes

L’Eridania che sogna il rilancio

Capannoni vuoti o sottodimensionati si affacciano sulla strada, nella speranza di grandi investimenti

L’Eridania che sogna il rilancio

 Prosegue il viaggio nella speranza della Zes, tra le zone artigianali e industriali che si sviluppano lungo l’Eridania, nel tratto compreso tra Occhiobello e Ficarolo. Vecchie aree che si mescolano con alcune nuove lottizzazioni dove sono ancora molti i capannoni vuoti o i lotti sui quali non è mai stato costruito nulla e che potrebbero tornare a vivere, grazie ai 2,4 miliardi di euro di investimenti che la “Zes”, la zona economica speciale su cui Confindustria Venezia-Rovigo sta puntando forte, promette di calamitare lungo l’asta del Po, coinvolgendo i territori di ben 16 Comuni (oltre all’area di Marghera).

Partendo da Occhiobello si attraversa una delle zone commerciali più nutrite di attività che, a partire dagli anni ’80, hanno fatto di questo territorio una delle zone commerciali più proficua di tutto il Polesine. Oggi percorrendo questo tratto di strada ci si imbatte in una serie di cartelli con la scritta “affittasi” o “vendesi”.

Da considerare poi, che le attività “storiche” si contano oramai sulle dita di una mano e la maggior parte dei capannoni, cambiano tipo di genere commerciale, con cadenza quasi annuale. Un capitolo a parte meriterebbe il nuovo Outlet inaugurato poco più di un anno fa e che ad oggi vede la presenza di una decina di negozi e di una serie infinita di vetrine ancora sfitte.

Proseguendo sulla strada regionale 6 verso Castelmassa, arrivando nel territorio di Stienta, la situazione è davvero triste. Una serie di capannoni che fino a una decina di anni fa, ospitavano attività artigianali e commerciali di tutto rilievo, oggi somigliano più alla scenario di un film western con tanto di saracinesche abbassate ed erba alta, segno evidente dell’abbandono o, nella migliore delle ipotesi, dell’inutilizzo.

In questo tratto la zona artigianale è stata pensata durante la sua progettazione, sul lato destro dell’Eridania ma, da qualche mese, una nuova e ben illuminata rotatoria, lascia intuire l’intenzione di allargare l’area all’altro lato della strada. Che esistano elementi concreti per ipotizzare un tale sviluppo, sembra quantomeno improbabile ma, si sa, la speranza è sempre l’ultima a morire.

Superato il cartello del Comune di Gaiba, svetta un un immenso capannone posizionato a lato destro della strada che, fino agli anni ’90 occupava numerose persone con attività di conservazione legate al mondo dell’agricoltura. La proprietà era di una ditta che poco più avanti, possedeva un altro capannone con gli uffici, la sede e i reparti di lavorazione. Qualche centinaio di lavoratori gravitavano attorno a questa realtà purtroppo fallita. Oggi un consorzio agrario e un artigiano carpentiere, impegnano circa il 10% della superficie disponibile.

Ma non è l’unica struttura vuota del paese. Altri capannoni di più recente costruzione, sono oggi inutilizzati e diversi lotti della nuova zona artigianale industriale, sono ancora vuoti. A Ficarolo la situazione non è certo diversa. Molti dei lotti dell’area lottizzata e costruita in tempi piuttosto recenti in via Gabriele D’annunzio, non sono mai stati utilizzati e sono oggi coltivati a erba medica. Un po’ meglio nell’ultimo tratto ficarolese di questa strada, dove i vecchi edifici e magazzini della vecchia fornace, sono stati acquistati e rinnovati da un’azienda polesana che produce mobili da ufficio, così come nell’ex zuccherificio Eridania chiuso all’inizio degli anni ’80, una ditta di Modena oggi li utilizza per la sua logistica facendo deposito e stoccaggio.

La speranza che un investimento come quello pensato per l’area Zes possa migliorare questa situazione è concreta e questo potrebbe dare una svolta all’economia di tutto il territorio.

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