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Carnevale, a Rovigo è festa mesta

Anche la serata al Teatro Sociale salta. Le associazioni: “Così ci sentiamo abbandonate”

Carnevale, a Rovigo è festa mesta

Alessandra Sguotti e la festa al Sociale del febbraio 2018

 “Semel in anno licet insanire”, dicevano i latini. Ma a Rovigo, dove di scelte insane è pieno il calendario, il Carnevale diventa la festa più seria e mesta dell’anno. Nel 2018 era stata una tragedia con polemica. Mentre il giorno del giovedì grasso la piazza piangeva e in piazza si contavano due bambini in croce a tirarsi i coriandoli, in Teatro Sociale andava in scena la festa in stile Versailles, con i costumi storici. Alla fine i carri erano arrivati, sì, ma il 22 aprile, quando in tanti avevano preferito il primo sole e Albarella.

Per quest’anno... non cambiare, stessa crisi, stesso rituale. La macchina organizzativa del Carnevale non era ancora partita davvero (cioè era in ritardo anche quest’anno), ma l’assessore agli Eventi Luigi Paulon, insieme alla piccola squadra, aveva già pensato a una data (3 marzo) e all’associazione che l’avrebbe sviluppata, il Mosaico. Servivano “solo” 5mila euro e l’ok della giunta.

Ah, già... la giunta non c’è. Niente delibere, addio carnevale. “Se ne era parlato un mese fa circa - spiega il direttore di Confesercenti Antonella Savogin - ma ora che non ci sono più i referenti, l’idea era abbozzata, ma ora non sappiamo più nulla. Il sindaco non lo disturbiamo, avrà ben altro da fare. Se ci convoca bene, altrimenti, non abbiamo più tanto tempo, anche perché c’erano gli sponsor da cercare. Non è facile. Sinceramente mi dispiace che Rovigo rimanga così ingessata. Anche in altri ambiti siamo lasciati all’abbandono”.

Dovevano essere tra gli organizzatori della festa al Teatro Sociale, ma anche di quella non se ne fa niente. I vertici della Pro Loco di Rovigo allargano le braccia. Non ci sono programmi e non ci sono fondi.

Certo, se ci si fosse mossi per tempo, con programmi, delibere etcetera. Ma ancora il 31 gennaio, quando la giunta è stata azzerata, le associazioni di categoria, compreso Confesercenti, Centro Città eccetera, non erano stati chiamati in gioco.

Di fatto la responsabilità di un Carnevale mesto, il secondo in due anni, non è da imputare alla crisi di giunta. Il metodo dell’elefante, lento e pesante, non funziona quando l’amministrazione è in salute, figuriamoci nello stallo totale.

Un peccato per la festa del Sociale, che lo scorso anno aveva acceso le polemiche per l’utilizzo degli spazi pubblici per una festa semi-privata. Per tutta risposta l’ex assessore alla cultura Alessandra Sguotti lo aveva inserito nel libretto delle celebrazioni sul bicentenario del Sociale.

Anche in questo caso, però, niente budget niente festa in stile ottocentesco.

Qualche locale proverà a organizzare il week end più folle dell’anno con eventi privati. “Altrimenti che tristezza!”, è il commento dei rodigini di tutte le età, siamo o no il capoluogo del Polesine?

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