you reporter

GUARDA VENETA

La “fortezza” debole sul Po

L’edicolante: “Resistiamo”. Il maestro: “La scuola è salva”. La mamma: “C’è tutto”

La “fortezza” debole sul Po

Guarda Veneta, in germanico “Warda”, cioè fortezza, a dispetto del nome sta vivendo un periodo di debolezza e depressione. Economica, perché i negozi chiudono, le case in vendita sono aumentate e le attività che resistono fanno fatica, ma anche sociale, visto che rispetto alla vicina Pontecchio, gli abitanti non aumentano (si attestano sui 1.130 circa), i giovani scappano via e i servizi galleggiano appena.

L’ultimo salvataggio in extremis fatto dall’amministrazione del sindaco uscente Erminio Colò, riguarda la scuola primaria. Grazie a un accordo con il comune di Crespino, per non disperdere i piccoli, la prima e la seconda saranno svolte in comune a Guarda Veneta e le altre classi sempre insieme a Crespino. “In questo modo - spiega il maestro Francesco, 61 anni, che da 20 insegna a Guarda Veneta - dovremmo salvare anche gli istituti e assicurare edifici ancora aperti nel territorio”. Quello di Guarda è in ristrutturazione. Rimesso a nuovo da un punto di vista sismico, sarà ritinteggiato e dovrebbe essere pronto dopo Pasqua. Poi dovremmo rientrare nei locali rinnovati”.

I bimbi lavorano in pluriclassi, con più insegnanti che seguono diversi programmi scolastici a seconda dell’età: “Non è semplice - dice il maestro - ma per i bambini può essere arricchente avere un contatto con i bambini più grandi”. Paolo, pensionato, da sempre impegnato nel sociale e nel volontariato, ha perso la voglia. “Per fare qualsiasi cosa si fa fatica con i permessi e le autorizzazioni. Fino a cinque anni fa organizzavamo la “Flizeta”, una sagra paesana, ora non si riesce più. Non c’è aggregazione tra le persone, a parte il calcio, non c’è una squadra sportiva e in paese non ci sono telecamere o deterrenti per i ladri e i vandali. Hanno rubato a casa di una signora sola, di 80 anni, ma non si fa nulla per la sicurezza. Se vai a Pontecchio dalle 16 alle 18 è peno di famiglie e di gente. Qui invece non si investe nei giovani”.

L’edicolante Monica, 52 anni, vero baluardo del centro di Guarda Veneta, è convinta che bisogna “resistere e tenere botta. Siamo contenti del paese. Viste le elezioni di maggio l’amministrazione si è mossa e hanno ristrutturato il cimitero che era un disastro assoluto, le scuole, che accolgono circa 56 alunni. Non esiste un bancomat, l’anno scorso hanno assaltato quello qui davanti e non l’hanno ma ripristinato. Io dopo 22 anni vivo con il mio lavoro, non ho i margini di prima. Capisco chi chiude e chi va via”.

E, invece, a sorpresa, c’è chi a Guarda arriva, addirittura da Copparo (Ferrara). E’ Tommaso, 33 anni, lavora in Fattoria e ha preso casa in affitto proprio sulle rive del Grande Fiume. “Gli affitti sono più bassi di 100 euro rispetto a Pontecchio Polesine e anche se è più vecchia, c’è il bar, c’è la posta, l’edicola, l’alimentari e la farmacia. Per me c’è tutto. Sono in un momento particolare della mia vita, ma dovessi comprare prenderei casa qui. Michela, 38 anni, mamma disoccupata gli fa eco. “

Il municipio mette sempre a disposizione i locali per le feste e per le recite dei bambini. Non posso desiderare di più”. Alle scorse elezioni si erano presentate tre liste nel piccolo comune. Quest’anno è ancora tutto inespresso. “Non si sente nemmeno una indiscrezione”, assicura l’edicolante, che di Guarda sa tutto.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

Speciali: energia
speciali : meraviglie del delta

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl