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L'alberghiero incanta a Venezia

Studenti protagonisti alla suggestiva Scuola Grande di San Giovanni Evangelista

Tante pagine di storia sono state scritte a tavola, questo significa che tante volte la tavola è servita a metter il buon umore tra i protagonisti.

Una pagina di storia, importante almeno sotto il profilo dell’impegno civile, è stata scritta nei giorni scorsi a Venezia.

Nelle storiche sale della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista si è svolta una sessione della 24esima “Giornata della memoria e dell’impegno”, in ricordo delle vittime innocenti della mafia e delle mafie. L’iniziativa vede in prima fila le associazioni Libera e Avviso pubblico. E’ un appuntamento che ogni anno richiama molte persone e sempre più città promuovono iniziative in contemporanea, per sensibilizzare alla lotta contro la mafia e le mafie.

Quest’anno la manifestazione ha visto protagonisti anche circa 150 studenti dell’alberghiero Cipriani che hanno preparato e servito il buffet per ben tre volte agli oltre 400 partecipanti al convegno.

Così in cucina sono stati impegnati gli studenti della classi 5C e 5F enogastronomia seguiti dai docenti Giovanni Crepaldi e Alessandro Finessi con il supporto di ragazzi delle altri classi del triennio coordinati dagli insegnanti Mauro Battoccio, Andrea Duò, Luigi Mandruzzato, Fabrizio Costantini, Maurizio Fantinato, Mariangela Lionello e Lisa Tocchio; il servizio di sala è stato garantito dalle classi 3B e 5B con il docente Gianluca Guarnieri, 4C con Erika Furegato e 5C con Giampiero Manca.

Per i ragazzi sono stati momenti a dir poco emozionanti: prima di tutto per la suggestione del luogo nella grande sala in quel monumentale palazzo del barocco veneziano dove hanno lasciato la propria firma artisti del calibro di Codussi, Lombardo, Massari, Morlaiter, Palma il Giovane, Tintoretto, Longhi, il tutto nella cornice unica al mondo della città della Serenissima.

Quindi l’incontro con don Luigi Ciotti una delle personalità di maggior spicco a livello nazionale e internazionale degli ultimi quattro decenni, non solo nel mondo cattolico, come esempio insuperabile di lotta contro le ingiustizie, le sopraffazioni e le cattiverie: un vero e proprio monumento vivente di impegno civile e di coraggio.

Così nelle pause delle sessioni di lavoro su questioni tanto gravose e drammatiche, i ragazzi del Cipriani hanno saputo rincuorare gli ospiti con alcuni piatti della tradizione che fa grande l’Italia nel mondo.

Sulla "Voce" di venerdì 15 marzo l'articolo completo.

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