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Tutto fermo per un errore

Sarebbe tutta colpa di una parola sbagliata e ora ci vorranno altri mesi per sistemare

Tutto fermo per un errore

Tutto bloccato a causa di un errore. E’ questo il motivo per il quale un costruttore, che già aveva espresso nei giorni scorsi la sua rabbia contro l’operato degli uffici del settore urbanistica che terrebbero bloccati i suoi cantieri, non riesce a portare a termine il progetto. Il problema che blocca il cantiere risulterebbe essere un errore degli uffici comunali che avrebbero indicato un terreno come verde pubblico invece che privato. Non un errore da poco, in termini urbanistici.

La vicenda risale a moltissimi anni fa, quando all’interno di un Piruea, quello di Martiri di Belfiore, fu venduto dal Comune un appezzamento di terreno come verde privato, ma iscritto invece come verde pubblico. Anni dopo lo stesso fu venduto al costruttore sempre come verde privato per scoprire, poi invece, che quell’appezzamento di terreno è pubblico. Cosa cambia? Che costruire intorno al verde privato non prevede distanze da mantenere, mentre il pubblico si parla di 5 metri di distanza. Ora, il costruttore (che ha comprato a sua volta il terreno dal primo compratore) si trova a realizzare un progetto fatto per occupare 5 metri in più di costruzione rispetto a quanto sarebbe previsto per legge. Non poco. Quindi il dirigente è costretto a bloccare tutto. Il costruttore, però, non ne ha colpa, e neppure chi ha fatto il progetto visto che quel terreno a loro risultava verde privato. Come rimediare? Con una variante urbanistica che il commissario ha già adottato. Ma per l’approvazione serviranno, così prevede la legge, altri 80 giorni. Quindi toccherà alla nuova amministrazione.

Altri mesi di attesa e il cantiere resta bloccato. E tutto per una parola scritta sbagliata.

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