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Teatro Sociale

Il bilancio di una vita al tavolo verde

Uno spettacolo che mescola i toni della commedia con quelli del dramma. Ottimi attori e regia

Il bilancio di una vita al tavolo verde

 Una partita a poker che è anche il bilancio di un vita, occasione per mettere sul piatto rancori e vecchie ruggini, rilanciando sui fallimenti di chi si ritrova a fare i conti con se stesso. Regalo di Natale, venerdì sera al teatro Sociale di Rovigo, ha strappato applausi e risate.

La trasposizione teatrale del film di Pupi Avati, con la regia di Marcello Cotugno, ha convinto per l’umanità dei suoi personaggi, il tono da commedia che viaggia sempre con il registro del dramma in sospensione, il divertimento di battute e gag, che via via lascia spazio ad un confronto al tavolo da gioco, dove si consumano drammi umani ed amarezze di una vita insoddisfatta.

La storia è quella del film di Avati: quattro amici (Lele, Ugo, Stefano e Franco) si ritrovano la Notte di Natale per una partita a poker alla quale dovrà partecipare anche un facoltoso imprenditore. Che poi non si rivelerà il “pollo” da spennare, ma un abile giocatore. Il poker come occasione per fare i conti con se stessi, con i propri fallimenti e con le meschinità della vita quotidiana. Per regolare vecchie ruggini e rancori e per cercare di dare una svolta (ma senza il necessario coraggio) alla propria esistenza.

Una regia tradizionale e moderna allo stesso tempo riempie ogni scena dei due atti dello spettacolo. Nel primo atto prevalgono i toni della commedia dove un istrionico Giovanni Esposito-Lele gigioneggia in una serie di gag che strappano risate a ripetizione, la scena del meccanico ad esempio è esilarante. Ma sono bravi tutti gli attori, impeccabili dal punto di vista tecnico, recitando con voce e corpo in ogni scena, movimentando “e sporcando” ogni colloquio. Un atto che descrive i personaggi, i loro rapporti amichevoli ma conflittuali e prepara quel che avverrà nel secondo atto. La seconda parte è infatti incentrata sulla partita a poker, giocata su un tavolino che ruota, come a dimostrare, come dicono i pokeristi, che la fortuna gira.

E prende vigore la figura dell’avvocato Santelia, interpretato da Gigio Alberti, bravo a impersonare le incertezze di un anziano apparentemente sprovveduto e malaticcio, in realtà cinico nel saper affondare il colpo e sbancare il tavolo verde, fino al duello finale con Franco, che rischia il tutto per tutto nonostante la proposta di un regalo di Natale.

Indovinata anche la scenografia, il salone di una villa di campagna dove spicca il tavolo da gioco, e come fondale una parete opaca da cui emergono ombre in movimento. Sapiente anche l’uso di luci e musiche che accompagnano i momenti salienti della storia. E alla fine ripetuti applausi del Sociale per il tributo a Gigio Alberti, Filippo Dini, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Gennaro Di Biase.

La stagione di prosa del teatro Sociale riprende giovedì prossimo con lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate”.

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