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Palazzo Tassoni

Quell’argine racconta un po’ troppo

Ricordi, sorprese e rilevazioni alla presentazione del libro di Gianni Vidali.

Quell’argine racconta un po’ troppo

Le ambasciate di Italia e Germania sono al lavoro per scongiurare quella che si annuncia come una delle più gravi crisi diplomatiche tra i due Paesi, in particolare alla vigilia delle elezioni europee: si racconta che a Porto Tolle qualcuno possieda foto di Angela Merkel in topless, si racconta anche di foto della futura cancelliera senza topless. A lanciare la “bomba” non poteva che essere quell’eccentrico liberale di Luigi Migliorini intervenuto sabato pomeriggio alla presentazione del libro “L’argine racconta” di Gianni Vidali.

All’avvocato non sono bastate le 325 pagine del libro, ma ha voluto chiarire una volta per tutte questa storia, incalzando l’autore con insistenza inquisitoria, al punto che Vidali ha ceduto: “Ebbene sì, le foto ci sono”. La Merkel, si racconta, sarebbe stata una dei milioni di tedeschi che nei decenni sono venuti a prendere il sole e il mare sull’Adriatico e precisamente nei lidi ferraresi prima che Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle prendessero piena consapevolezza del potenziale turistico delle loro spiagge. E così la parte polesana del Delta del Po si è sviluppata con un senso di inferiorità rispetto alla parte emiliana. Ma libri come “L’argine racconta” sono mattoni importanti (metafora quanto mai appropriata dal momento che l’autore ha sempre coltivato la passione del muratore, ndr) per dare una coscienza e un senso di appartenenza al territorio.

La presentazione del libro si è svolta nell’aula consiliare di Palazzo Tassoni alla presenza del sindaco Omar Barbierato, del presidente della Provincia Ivan Dall’Ara, dell’ex deputato Diego Crivellari e dell’ex preside Luciano Scarpante, oltre all’avvocato, l’incontro è stato coordinato da Oriana Trombin consigliera delegata per la cultura. Pubblico molto qualificato, purtroppo un po’ scarso, probabilmente l’orario non è stato indovinato. Tuttavia l’incontro è stato una chicca tra ricordi, aneddoti, rivelazioni tutto sul filo dell’amicizia e delle amicizie che vanno oltre l’appartenenza politica e la differenza sociale.

Su un punto tutti gli intervenuti hanno convenuto: il libro merita di essere letto, ma soprattutto riletto anche aprendolo a caso perché solo così si colgono alcune sfumature che alla prima lettura sfuggono. Secondo Migliorini il titolo non è del tutto appropriato perché il vero soggetto del raccontare non è l’argine ma l’autore ed ha valorizzato l’opera al punto da chiamarla con lo stesso titolo di uno dei più famosi film di Federico Fellini “Amarcord”. Se l’appetito vien mangiando, e l’autore sa destreggiarsi bene davanti al computer ma anche a tavola, ecco che è già pronto il secondo libro che avrà il titolo “Leone e Otello: storia di un’amicizia”, mentre è già stato messo in forno, pardòn, in cantiere il terzo. E con il terzo avrà la “medaglia” di scrittore.

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