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TERRORE NELLE CAMPAGNE

Condannata la gang che pestava gli anziani

Arriva la prima sentenza per la banda che ha seminato paura, l'estate scorsa, in varie Regioni

Banda delle ville, preso il latitante

Condannati tutti e cinque gli arrestati

E' stata la prima condanna. Potrebbe non restare l'unica, a quanto emerge dalla complessa indagine della quale sono state tirate le fila nei giorni scorsi (LEGGI ARTICOLO). Una inchiesta alla quale hanno collaborato i carabinieri di Padova, Verona, Mantova, Castelmassa e Rovigo e che avrebbe gettato luce sull'esistenza di una banda formata da 12 persone - 11 marocchini e un romeno - che, l'estate scorsa, avrebbe seminato il panico nelle campagne di questi territori, aggredendo in casa e pestando a sangue gli anziani, per rapinare le poche cose che avevano in casa.

Complessivamente, l'ultima ordinanza di custodia cautelare ha consentito di tracciare il ritratto di un gruppo che avrebbe messo a segno 18 rapine e 11 furti in abitazione.  Le rapine, in Polesine, erano state commesse a Fratta Polesine, Occhiobello, Giacciano con Baruchella, Arquà Polesine, Castelnovo Bariano.

Le gesta criminali erano terminate lo scorso agosto, quando le indagini congiunte dei carabinieri di Rovigo, Castelmassa, Legnago, Verona e Padova avevano consentito di arrestare in flagranza cinque persone, nel corso di un assalto in villa a Goito, nel Mantovano. Un episodio terrificante, che avrebbe visto i malviventi picchiare con mannaie, usate di piatto, un piede di porco e un bastone, tutti attrezzi rubati sul posto, due fratelli sui 55 anni che vivevano con la madre di 95, invalida.

Era esattamente questo, del resto, secondo le attuali ricostruzioni, il modus operandi della banda: prendere sul posto armi improprie, entrare in casa, picchiare subito, per smorzare ogni velleità di resistenza. Il bottino, poi, era quasi secondario, nel senso che veniva arraffato tutto questo che poteva presentare un qualche valore. Nel caso di Goito sarebbero stati portati via un giubbino, tre cellulari, un televisore e una vettura Peugeot 208.

 Nei giorni scorsi, al termine del processo per direttissima, figlio dell'arresto in flagranza di reato per quell'assalto, sono stati condannati a 5 anni e 8 mesi tutti gli imputati.

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