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Il caso

"Il bimbo straniero non può giocare al parco"

La rabbia del padre: "Appena arriviamo, tutti portano via i loro figli"

"Il bimbo straniero non può giocare al parco"

L’amministrazione comunale intende far luce sul triste episodio che sarebbe accaduto nei Giardini Zen. "Se confermato - afferma il sindaco Omar Barbierato - è un gesto che non fa onore alla nostra città per umanità, cultura e storia. Tuttavia prima di emettere giudizi definitivi, faremo delle verifiche, mi informerò bene con la persona che ha raccontato o subito questo atto di imperdonabile discriminazione". Palazzo Tassoni, dunque, non intende sottovalutare un gesto di discriminazione stupido e gratuito, frutto di una subcultura alimentata da falsi pregiudizi e spesso istigata da fake news.

Ed ecco il triste episodio raccontato sui social. "Oggi pomeriggio - si legge - vado a prendere il mio bambino di 2 anni e mezzo all'asilo comunale poi lo porto a fare un giro. Stiamo per entrare nei Giardini Scarpari e spiego a mio figlio che mi deve dare la bicicletta perché nel giardino non si può entrare con la bici. Appena gli altri genitori, anche loro nei giardini con i loro bambini, mi vedono entrare, si mettono subito ognuno a recuperare la sua borsa e cose personali con sguardi sospetti su di me nonostante vedano che sono un genitore che accompagna il suo bambino". E conclude amaramente: "E’ una cosa vergognosa, ovunque vai vieni trattato diversamente rispetto agli altri".

L’indignazione dilaga sui social con commenti di aperta solidarietà e condanna dell’episodio. In tanti dichiarano apertamente di scusarsi per l’atto inaccettabile commesso da altri osservando: "Per quello che può servire ti chiedo scusa per l'ignoranza becera di certi concittadini". Preoccupata un’altra mamma aggiunge: "Spero che il tuo bimbo non l’abbia percepito”" ossia non abbia notato quel gesto di aperta e intollerabile discriminazione che identifica l’extracomunitario con il delinquente. Tuttavia tanti cittadini tengono a sottolineare che sono "sinceramente dispiaciuti per te e per il tuo bambino ma sappi che, per fortuna, non siamo tutti così".

Comunque, parafrasando don Luigi Ciotti quando parla delle mafie, si buon ben dire che "ci sono imbecilli razzisti, ma ci sono tante altre persone che non giudicano gli altri dal colore della pelle". I primi sono senza dubbio fortemente minoritari, ma sanno farsi sentire più degli altri.

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