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La coppia sul ring, il figlio va Ko

La responsabile, Annalisa Palli: “Bimbi che non accettano regole, limiti e sono iperattivi”

La coppia sul ring, il figlio va Ko

Sono l’anello debole della coppia che scoppia, spesso, loro malgrado, testimoni di un ring che vede loro per primi costantemente ko. I bambini di genitori che si separano soffrono tanto quanto il papà e la mamma, se non di più. Ma spesso - presi dalla rabbia, dalla vendetta, tutte giustificabili - i due litiganti trascurano nel dolore generale il frutto dell’amore che naufraga.

Il consultorio famigliare dell’Ulss 5 nell’anno in corso ha preso in carico 500 casi critici, famiglie senza bussola con figli minori allo sbando. La maggior parte dei quali inviati agli assistenti sociali grazie a provvedimenti del tribunale dei minori o ordinario. “Parlando di separazioni noi come servizio riscontriamo un aumento degli incarichi che ci vengono assegnati dai tribunali, minore o ordinario - spiega Annalisa Palli, psicologa e psicoterapeuta, responsabile del consultorio familiare - Tuttavia lavoriamo anche direttamente, su richiesta dell’utenza”.

Il conflitto tra genitori, dunque, non intasa solo i corridoi dei tribunali, ma investe anche i servizi sociali dell’azienda sanitaria polesana.

Un diritto fondamentale, che spesso viene dimenticato da uno o da entrambi i genitori, accecati dall’odio reciproco, è il diritto del figlio diritto alla cogenitorialità. “In questo senso ci viene richiesto anche un quadro generale rispetto alle criticità nel rapporto familiare e di aiutare a trovare le risorse per migliorare la situazione generale”. Il distretto 1 di Rovigo può contare in questo delicato ruolo su sette assistenti sociali, tre educatori e un ambulatorio ginecologico.

“Solo nei casi estremi si ricorre all’affido eterofamiliare - precisa l’esperta - sempre per dare risposte al diritto del minore a crescere in un contesto affettivo sano”.

L’affido a un’altra famiglia è un istituto che prevede un periodo di collocamento del minore all’interno di una famiglia che fa parte di una rete preparata. La normativa prevede l’affido per massimo due anni.

“Per la nostra esperienza le difficoltà genitoriali sono molto democratiche e toccano tutti i livelli sociali - conferma Palli - La ristrettezza economica non ha nulla a che fare con la capacità di prendersi cura di un figlio. Questo dipende più dalla difficoltà emotiva e affettiva”.

Il risultato per i bambini può essere devastante: “Registriamo un aumento del disagio psicologico nei bimbi di coppie separate, con disturbi del comportamento. Bambini o ragazzini che più difficilmente seguono le regole, sopportano i limiti, e tendono all’iperattività”.

Il servizio completo oggi 26 marzo sulla Voce di Rovigo

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