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“A Rovigo non ci torniamo più”

Artigiani sconsolati: “Città poco ospitale, negozi chiusi e organizzazione non perfetta”

“A Rovigo non ci torniamo più”

 “A Rovigo non ci torniamo più, e non è per la multa, che abbiamo già pagato, ma perché al città si è dimostrata poco ospitale. La domenica i negozi sono rimasti chiusi. E’ questo lo spirito di collaborazione per rilanciare il centro?”

Non sfuma la polemica per quanto successo nello scorso week end durante la manifestazione “Benvenuta primavera”. Niente da fare, intanto, per le multe agli ambulanti della fiera dello scorso week end. Il commissario prefettizio Nicola Izzo ha detto chiaramente che “sono legittime e non possono essere revocate. L’unica strada che si può percorrere è quella prevista dalla legge e cioè il ricorso alla prefettura”. Sipario, dunque, sulle ultime speranze delle decine di ambulanti che sabato scorso sono stati multati per aver lasciato i furgoni delle proprie attività in area dove la sosta era a pagamento.

L’altro giorno gli ambulanti avevano anche scritto al commissario prefettizio per verificare la possibilità di annullare le sanzioni visto che i furgoni erano stati lasciati in via Grimani perché agli operatori era stato detto che quell’area era stata riservata ai loro mezzi. Senza specificare però che la sosta sarebbe stata comunque da pagare. Perché questo era stato scritto nell’ordinanza. Dettaglio che nemmeno gli organizzatori conoscevano.

La città non ci ha fatto una bella figura. Tanto che un artigiano di Asiago, Rosmel Giotti, dice chiaramente: “A Rovigo, per lavorare, non ci tornerò più, e come me faranno altri ambulanti. E non parlo solo delle multe, per le quali noi non abbiamo colpa, io personalmente ne ho prese due, una per il furgone e una per il camper, e le ho già pagate, 28 euro l’una. Ma non è questo il punto, il fatto è che Rovigo si è dimostrata poco accogliente anche sotto altri punti di vista. Ad esempio domenica molti negozi sono rimasti chiusi, e così pure i bar. L’impressione che abbiamo avuto è che la città, i commercianti, non gradissero la nostra presenza, oppure che non avessero alcuna voglia di collaborare. E se il centro non condivide queste iniziative non si può pretendere che riescano al meglio”.

Ma Giotti protesta anche con l’organizzazione: “Mi era stata presentata come una kermesse di artigianato, invece ho notato che la sistemazione delle bancarelle era casuale, con articoli di artigianato vicino a banchi del mercato. Eppure io, artigiano del cuoio, ho pagato 500 euro per i tre giorni della fiera”.

Infine ancora sul tema multe: “L’organizzazione ci aveva assicurato che era tutto a posto. Io avevo chiesto se per l’asciare il furgone in via Grimani dovevo esporre qualche tagliando o cartello particolare, per segnalare che era un mezzo degli ambulanti della fiera. Mi è stato detto che era tutto a posto. Bastava poco per evitare ogni problema, se ci dicevano che occorreva pagare il parcheggio l’avremmo fatto. Nella documentazione iniziale era scritto che l’organizzazione si sarebbe occupata di tutto. La manifestazione andava organizzata meglio. Ma ora non è più un problema mio, la multa l’ho pagata e la mia attività a Rovigo di certo non la porterò più”.

Il vicepresidente di Cofipo, Giancarlo Zanella, però mette in fila le cose: “C’è stata mancanza di comunicazione, ma non è colpa di nessuno. O meglio la colpa è di quegli accertatori di Asm che non hanno avuto il buonsenso di informarsi e chiamare i vigili urbani per chiarire l’equivoco. L’ordinanza non era stata scritta come prevedevo, e non chiedetemi il perché, ma diceva che l’area sosta di via Grimani era riservata agli ambulanti previo pagamento della sosta. Quell’ordinanza però a noi è stata notificata solo lunedì, cioè a fiera già terminata. Per questo dico che la comunicazione non è stata inappuntabile. Però gli accertatori della sosta potevano usare un po’ di buonsenso”.

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commenti 1
  • gianquadro

    11 Aprile 2019 - 08:08

    Io lascio un commento, che spero stavolta rimanga Gli accertatori devono essere istruiti e devono essere IDONEI al lavoro che svolgono. Una mia esperienza..... 30 secondi della vettura sulle striscie blu, il tempo di cambiare la moneta per il parchimetro e " l'accertatore..." già stava contestandomi la sosta, alla mia affermazione sono qui ero a cambiare la moneta, mi ha risposto : si svegli prima mi doveva avvertire ed io la aspettavo. Non ho risposto solo nel dubbio che fosse un pubblico ufficiale. Questi sono i geni che mettiamo a far rispettare le norme che comunque non vengono rispettati dai soliti noti. E ROVIGHETTO di fa riconoscere per la sua mediocrità.

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