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Comuni al voto

Ariano teme "l'estinzione"

Un gioiellino incastonato nel Delta, che si sta spopolando. La comunità chiede più lavoro e più attrattività per i giovani.

Ketty Areddia
ARIANO NEL POLESINE - Ben distribuita, vivace e con una grande forza - l’unione tra i cittadini - Ariano nel Polesine e i suoi 4.270 abitanti è un gioiellino incastonato nel Delta, che vive ancora di agricoltura e di - poche purtroppo - aziende legate all’ittico, al tessile e all’artigianato. Gente che si dà da fare, ma che è sempre più costretta a emigrare nei centri più grandi per trovare un lavoro, una prospettiva.
Trovare giovani, in realtà, non è complicato come in altri comuni polesani, e questa è una gran ricchezza su cui puntare. Come Andrea, 24 anni, artigiano, che del suo paese dice: “Si sta bene, anche se i giovani hanno bisogno di stimoli e di novità e qui mancano. La comunità tuttavia è coesa ad esempio ci si ritrova tutti qui il primo maggio per la festa della Bondiola. Per il resto o si fa di Ariano un’ enorme casa di riposo, o si cambia”.
Andrea lavora fino alle 19, poi va in bar: “Avevo parlato con il geometra del Comune per creare uno spazio culturale dove fare musica, ascoltarla, creato per i giovani. Ma ancora non ho avuto risposte”.
Impegnata nel sociale e nel volontariato “vero polmone d’ossigeno di Ariano”, Barbara, di Officine Sociali, che gestisce il centro sollievo Alzheimer. “Siamo molto attivi. Mentre purtroppo i negozi anche storici hanno chiuso negli anni. Apre qualche bar, ma non porta lavoro. Assistiamo a uno spopolamento del paese, perché i giovani del territorio bassopolesano si trasferiscono in centri più grandi come Ferrara”.
L’amministrazione comunale e la politica, per alcuni abitanti è ai margini dei cambiamenti sociali che stanno avvenendo nel paese. Tanto che al Bar Café Naif, in tre arianesi dichiarano di non sapere nemmeno di essere chiamate a votare, il prossimo 26 maggio. E’ lo scollamento della popolazione rispetto alla politica.
Voci di corridoio dicono che l’attuale sindaco di centrodestra Carmen Mauri, non si ricandidi e nemmeno il vicesindaco Giovanni Chillemi. Al centrosinistra potrebbe schierarsi l’avvocato Luisa Beltrame, ma è tutto ancora in fieri. A 10 giorni dalla presentazione ufficiale delle liste, nessuno si esprime. E forse anche per questo di elezioni non si parla molto tra gli arianesi.
Renata, 36 anni, mamma e lavoratrice, si è trasferita anni fa nel comune bassopolesano e si trova bene per i bambini: “Qui si vive tranquillamente, anche se il centro sta morendo. Per comprare un paio di scarpe tocca correre ad Adria o altrove. Ma per quanto riguarda le scuole le abbiamo tutte, dall’asilo alle medie e sono molto seguiti, anche perché sono classi piccole. Poi c’è l’oratorio e la Pro Loco che organizzano festicciole per bambini”.
Cosa suggerirebbe all’amministrazione che verrà? “Lavoro e dignità per le persone - risponde l’amico di Renata - Oramai la zona industriale è morta, c’è rimasta solo la Tfm, il laboratorio di confezioni Fiorellino e un carrozziere e una fabbrica del pesce che dà da vivere alle donne. Altrimenti devi spostarti”.
Ma l’anima di Ariano e il suo affetto per il territorio la rappresenta Luigina, 78 anni, arianese ma residente a Milano. Qui torna spesso, perché le mancano gli amici. “A Milano ci sono migliaia di persone, ma ne conoscerò una. Ad Ariano ne conosco 110 e la cura per le persone di una certa età è la chiacchiera, il caffé con gli amici conta più di tutto”. Insieme alla sua amica Nelli commenta i cambiamenti di Ariano negli anni: “E’ sempre stato un territorio di confine con lotte intestine. E per i giovani non so se ci sia un futuro. Devo anche dire che non hanno tanta voglia di lavorare, sembra che sia tutto dovuto. Quando ero ragazza io lavoravamo e non ci davano nulla. A Ferrara dicevano piuttosto che lavorare per quei soldi lì vado a fare le capriole. Noi veneti invece facevamo i sacrifici. Ora trovalo uno che ha studiato e fa lo spazzino”.
Enrico, titolare della tabaccheria e Giampaolo, titolare di una cooperativa di frutta, si divertono a parlare di politica locale. “Siamo tutti in attesa delle prossime elezioni. Ad Ariano non si sta male perché abbiamo quasi tutto ma purtroppo piano piano stiamo scomparendo. L’amministrazione che verrà dovrà coinvolgere di più Regione, Provincia per fare investimenti nel paese, tutelare le attività commerciali e il lavoro”.

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