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“Roma ha davvero rotto...”

I debiti della capitale spalmati su tutti, ma poi il Campidoglio assume a raffica. I sindaci polesani sono “stufi”.

“Roma ha davvero rotto...”

Lo Stato sborsa dodici miliardi di euro per salvare il Comune di Roma, al limite del dissesto economico. A conti fatti, 214 euro di “tassa” a cittadino. E il Campidoglio ringrazia e, a stretto giro, annuncia: “Milletrecento nuove assunzioni entro settembre”.

Una doppia mossa che non può essere digerita da tutti gli altri Comuni, e in particolare dai municipi virtuosi che sono abituati da sempre a far quadrare i conti, a fronte di qualche sacrificio, e a lavorare con organici ridotti all’osso. Proprio quello che avviene nella stragrande maggioranza dei Comuni polesani. E i sindaci, di fronte a questo doppiopesismo, alzano la voce.

“Fa arrabbiare. Fa molto arrabbiare: noi che siamo sempre stati ligi veniamo trattati male, chi invece ha fatto debiti viene sempre salvato. Ditemi voi se un Paese così può funzionare”, tuona Marco Trombini, ex presidente della Provincia e sindaco da 15 anni di Ceneselli. “Se tornassi indietro e ricominciassi a fare il sindaco - dice, in modo provocatorio - spenderei e spanderei a più non posso: farei bella figura, e sarei sicuro che tanto qualcuno ripianerebbe i debiti”.

Il servizio completo e le voci dei sindaci polesani sulla Voce in edicola martedì 16 aprile.

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