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SANITA’

“Scrivete ai consiglieri regionali”

Il comitato cittadino pubblica su Fb le mail per un’azione di pressione sulla Regione

“Scrivete ai consiglieri regionali”

La manifestazione di sabato in difesa dell'ospedale di Adria e della sanità pubblica

Si annuncia una settimana di passione per la sanità pubblica polesana e in particolare per l’ospedale adriese, ma con scarse speranze di resurrezione.

La manifestazione provinciale di sabato promossa da Cgil, Cisl e Uil, purtroppo con una partecipazione di cittadini ben sotto le aspettative degli organizzatori, non sembra aver scosso più di tanto i vertici della sanità regionale, nonostante gli accorati appelli di sindacati, sindaci e forze politiche. Per quanto riguarda il Santa Maria Regina degli Angeli appare ormai certa la retrocessione perdendo la qualifica di spoke, ovvero la sua identità e dignità di ospedale. Secondo i rumors, dovrebbero salvarsi le due apicalità di chirurgia e urologia. Chiaramente una miseria per quello che era fino a qualche anno l’ospedale di piazzale degli Etruschi. Tuttavia il sindaco Omar Barbierato non si arrende e chiama a raccolta tutte le forze politiche adriesi per andare a Venezia mercoledì prossimo per un incontro con tutti i capigruppo in Regione.

Intanto il comitato cittadino guidato da Enrico Naccari lancia una nuova iniziativa pubblicando sul sito Fb le mail di tutti i consiglieri regionali sollecitando i cittadini a scrivere a tutti per modificare le schede ospedaliere.

“Riportiamo l'elenco degli indirizzi email dei consiglieri regionali del Veneto – scrive il comitato - In questa settimana si deciderà la sorte dell'ospedale di Adria e degli altri ospedali pubblici polesani. Vi chiediamo di mandare a tutti i consiglieri una email con la richiesta di salvare l'ospedale di Adria e la sanità pubblica polesana, rivedendo le schede ospedaliere che ci hanno pesantemente ridimensionato togliendo 6 primari e 20 posti letto in meno solo ad Adria. Giovedì prossimo saranno prese le decisioni che ci riguardano e sapremo se potremo contare ancora su un ospedale o se avremo poco più di una casa di riposo, dove aspettare la fine dei nostri giorni. E', pertanto, importantissimo far sentire la nostra voce, a partire da subito ed entro mercoledì pomeriggio. Poi, sarà troppo tardi. Scrivete in tanti, fate sapere ai nostri consiglieri regionali che non siamo veneti di serie B, che non possono penalizzare ulteriormente questo territorio”.

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