you reporter

PROCESSO AI VENETISTI

"Volevano costruire altri cannoni"

In aula le deposizioni degli investigatori che seguirono la maxi inchiesta di Brescia sui cosiddetti "venetisti"

Dopo l'udienza dello scorso 15 marzo, incentrata sulle consulenze condotte sul "tanko" (LEGGI ARTICOLO) e sulla sua capacità di offendere, un mese e un giorno dopo, martedì 16 aprile, è cominciato anche l'esame degli investigatori che condussero gli accertamenti. 

Una vicenda che si inserisce nell'ambito della maxi inchiesta, coordinata dalla Procura di Brescia e gestita dai Ros lombardi, che riteneva di avere gettato luce sulla esistenza di una associazione, denominata "Alleanza", che avrebbe perseguito l'indipendenza del Veneto e della Lombardia orientale, da ottenersi anche con metodi violenti. A luglio del 2018, l'udienza preliminare, di fronte al giudice di Rovigo, sono cadute le contestazioni di attività eversiva a carico di una trentina di indagati, i cosiddetti "venetisti", prosciolti dalle accuse. In 15, invece, sono andati a processo, per la contestazione relativa alla fabbricazione del "tanko", ritenuto dall'accusa un'arma da guerra, quanto a cannoncino.

Il "tanko" altro non sarebbe se non una vecchia ruspa, blindata e attrezzata con un cannoncino artigianale, in grado di sparare, con un meccanismo manuale e non a raffica. Oggetto del processo in corso, appunto, capire se possa o meno essere considerato un'arma da guerra o no. Il che non equivale in alcun modo a capire se potesse sparare e ferire: questo, a quanto emerso dall'esame dei consulenti lo scorso mese, sarebbe già stato chiarito. Si deve capire se la potenza della bocca da fuoco fosse sufficiente a considerare il tutto un'arma da guerra e se, quindi, si possa procedere per questa ipotesi di reato, particolarmente grave, certo molto più rispetto a quella che potrebbe essere una generica violazione della legge sulle armi.

Il processo è alle battute iniziali. Nella giornata di martedì 16 aprile, in particolare, è stato ascoltato uno degli investigatori che, all'epoca, indagò sul gruppo. Si è parlato diffusamente delle intercettazioni, dalle quali sarebbe emersa, con chiarezza, la volontà da parte dei vertici del gruppo di non limitarsi alla fabbricazione di un cannoncino. Entusiasti della riuscita della realizzazione e della efficacia della loro creazione, avrebbero avuto intenzione, chiaramente secondo l'ottica accusatoria, di replicare questo ptimo successo.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali : L'oro dell'Adriatico
Speciali: la foto di classe

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl