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ROSOLINA MARE

“Il futuro è nel turismo slow”

Il vicesindaco Grossato: “Puntiamo sulla rete di Comuni per fare massa critica”

“Il futuro è nel turismo slow”

Chi conosce, vive, soggiorna a Rosolina Mare se ne innamora. Lo dimostra la comunicazione “dalla base” del territorio e di questa porzione di Adriatico, che spesso, tra foto su Fb, video di acqua cristallina, immagini di gare di motocross e di attività di pulizia delle spiagge dei volontari, attrae spettatori e turisti più di qualsiasi stratega esperto di marketing territoriale.

Ma non basta e lo sa bene il vicesindaco e assessore al Turismo di Rosolina Daniele Grossato, che lotta per uno sviluppo del comparto balneare di Rosolina Mare, insieme ai comuni di Porto Tolle e di Porto Viro, con i dati sulle presenze (numero di soggiorni) che l’anno scorso sono calate, pur essendo ancora un traino per tutto il Polesine (1,055 milioni nel 2018, 1,091 milioni nel 2017 e 1,104 milioni nel 2016). “Un’analisi l’abbiamo fatta e negli ultimi anni abbiamo avuto alti e bassi, mantenendo comunque alte le performance, visto che rappresentiamo sempre il 70-71 per cento del turismo in provincia di Rovigo. Aumenta il turismo che sceglie Porto Tolle e anche Rovigo - sottolinea Grossato - Abbiamo rilevato che il turismo balneare è un turismo che ha bisogno di continue innovazioni necessarie per rimanere al passo con altre località. Per questo con l’avvento del Parco e la possibilità di puntare sul turismo naturalistico, stiamo predisponendo un’offerta diversificata, il cicloturismo e il birdwatching, insieme alla giornata a mare”.

La novità per la costa lagunare è provare a fare massa critica e a investire insieme. “Proprio per la difficoltà che tutti riscontriamo stiamo ragionando come un comparto unico per riuscire a mantenere in ordine il nostro territorio. Non abbiamo entrate di nessun genere da parte dello Stato. Con l’imposta di soggiorno a Rosolina raccogliamo 380mila euro, che bastano a malapena a sistemare la strada che va dalla Romea a Rosolina, fare una manutenzione della segnaletica orizzontale e asfaltare, fino alla località balneare”.

L’unione dei tre comuni della costa polesana, Rosolina, Porto Tolle e Porto Viro è l’unica soluzione e sta funzionando. “Noi tre e i sette comuni che fanno parte delle strategie delle aree interne siamo riusciti a entrare al tavolo delle grandi città del turismo in Veneto, insieme a Jesolo, Bibione, e Cavallino Treporti. Non riusciamo a competere alla velocità a cui vanno loro, anche perché i numeri non sono gli stessi, loro con l’introito dalle tasse di soggiorno possono programmare noi no, ma è importante esserci, non rimanere esclusi”.

Il futuro di Rosolina Mare come lo vede l’assessore Grossato? “Il futuro noi lo vediamo e lo abbiamo programmato. Nel 2030 Rosolina baserà tutto su una viabilità lenta, bicicletta, barche, vie d’acqua e pedonali. Fermeremo il flusso del traffico che è sempre in crescita per distribuirlo nel territorio con la mobilità dolce. Il turismo non sarà un secondo lavoro per i rosolinesi, ma il lavoro principale”.

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