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Minaccia l'operatrice e chiede l'elemosina. Profugo salvato dal giudice: "Sta male"

Il Tar ha annullato la decisione della Prefettura, che revocava l'accoglienza all'ospite di Cavanella Po

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Per ora, non potrà essergli revocata l'accoglienza della quale gode, essendo richiedente asilo. I giudici del Tar, Tribunale amministrativo regionale, del Veneto, hanno infatti annullato il provvedimento con il quale la Prefettura di Rovigo aveva revocato, a inizio anno, le misure di accoglienza che erano state disposte in favore del giovane profugo, ospitato a Cavanella Po. In particolare, l'Ufficio territoriale del Governo aveva contestato la fattispecie prevista dal comma 1, lettera e), dell'articolo 23 del decreto legislativo di riferimento, in tema di "violazione grave o ripetuta delle regole delle strutture in
cui è accolto da parte del richiedente asilo, compreso il danneggiamento doloso di beni mobili o immobili, ovvero comportamenti gravemente violenti".

Secondo quanto rilevato, il giovane straniero avrebbe in una occasione manifestato un comportamento scorretto e minaccioso nei confronti di una operatrice e sarebbe stato sorpreso a chiedere l'elemosina all'esterno di un supermercato. Sulla base di questi presupposti, la Prefettura aveva deciso di procedere, appunto, alla revoca dell'accoglienza. Il giovane ha, però, presentato ricorso. Spiegando, tra l'altro, come, nel 2017, fosse stato coinvolto in un incidente stradale che gli aveva provocato una bruttissima frattura a una gamba, con necessità prima di un intervento chirurgico, quindi di lunghi trattamenti.

I giudici del Tar hanno ritenuto di condividere i rilievi espressi nel ricorso, annullando il provvedimento della Prefettura, tacciato tra l'altro di carenza di istruttoria. In sostanza, la Prefettura non avrebbe valutato a sufficienza la proporzionalità tra la condotta contestata e il provvedimento adottato e non avrebbe tenuto conto dello stato di salute del giovane, in particolare del suo possibile collegamento con il suo atteggiamento. Impossibile, quindi, secondo il giudice, su queste basi procedere alla revoca dell'accoglienza. La Prefettura potrà farlo di nuovo, eventualmente, una volta che avrà valutato nuovamente la questione, tenendo conto delle indicazioni del giudice amministrativo.

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