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Pasqua

“Con Cristo per portare la pace”

Il messaggio di Pavanello: “Accoglienza e ospitalità”. Tessarollo: “Giustizia e perdono”.

Pasqua Messa Vescovo Pierantonio Pavanello Duomo 1

Pasqua Messa Vescovo Pierantonio Pavanello Duomo 0

Questa mattina ad Adria, nel tardo pomeriggio a Rovigo. La messa solenne del giorno di Pasqua sarà celebrata dal vescovo Pierantonio Pavanello, alle 10.30, nella cattedrale di Adria. Nel capoluogo, l’appuntamento è fissato per le 19 al Duomo.

Sono questi gli appuntamenti religiosi del giorno di Pasqua. Il vescovo Pavanello, già venerdì ha diffuso il suo messaggio ai fedeli polesani, incardinato su tre pilastri: accoglienza, presa in carico, ospitalità.

“Per Gesù risorgere significa rinascere ‘fratello’ - ha scritto il vescovo di Adria e Rovigo - tale fraternità è un dono offerto, che chi crede in lui e diventa suo discepolo dovrà imparare ad accogliere e su cui giocherà la propria vita. Augurare ‘buona Pasqua’ vuol dire esprimere il desiderio che chi incontriamo entri in questa dinamica nuova, dove sulla separazione prevale l’accoglienza, la presa in carico, l’ospitalità, che sono le espressioni concrete della fraternità”.

“Se prendessimo sul serio questo augurio - ha aggiunto il vescovo - molte cose cambierebbero e il mondo in cui viviamo diventerebbe più umano. Nei racconti delle apparizioni post-pasquali vediamo che è Gesù ad andare a cercare i discepoli: lasciamoci allora anche noi ‘trovare’ dal risorto, scoprendoci in Lui fratelli tra fratelli”.

Anche il vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo ieri ha inviato il suo messaggio ai fedeli della diocesi, in cui rientrano anche tutto il Basso Polesine e la vicina Cavarzere.

Dal messaggio che il Risorto lascia agli apostoli - scrive Tessarollo - nasce una domanda per ogni cristiano: come essere uomini di pace e come divenire costruttori di pace? Quali dovranno essere i tratti distintivi di coloro che nel mondo costruiscono la pace, secondo la logica del Risorto che con umiltà si presenta agli uomini desiderosi di quella pace che Dio ha pienamente rivelato e donato in Gesù Cristo morto e risorto?”

“Ecco i caratteri fondamentali - sottolinea il vescovo di Chioggia - giustizia e perdono, non violenza, sopruso e vendetta; incontro non scontro; amore non indifferenza; umiltà e modestia, non orgoglio e arroganza; servizio non dominio; vita non morte! Se ci lasciamo incontrare e trasformare da Lui allora ci sarà possibile essere portatori di giustizia, di perdono, di incontro, di amore, di umiltà, di modestia, di servizio e di vita, in una parola, di pace. Senza di Lui saremo seminatori di violenza, di sopruso, di vendetta, di scontri, di indifferenza, di orgoglio, di arroganza, di dominio e di morte, magari nascondendoci sotto l’inganno di voler imporre la pace”.

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