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Caro greggio, “c’è molta tensione”

Borin (Cna): “Le aziende tartassate non investono sul parco auto e tutti ne paghiamo le conseguenze”

Caro greggio, “c’è molta tensione”

Il regalo nell’uovo di Pasqua per automobilisti e autotrasportatori? Il rialzo del prezzo del carburante, che è iniziato a metà gennaio e non si è mai fermato.

Il prezzo del greggio è aumentato del 2% e così fare carburante è diventato un incubo anche per i polesani. Le quotazioni del petrolio negli ultimi 12 mesi hanno toccato il picco a ottobre 2018, momento in cui il barile costava 85,92 dollari e la benzina aveva raggiunto in Italia gli 1,669 euro al litro. A Natale del 2018, invece benzina era scesa fino a 1,492 euro/litro. Allo stesso modo il gasolio che costa oggi in media 1,550 euro/litro.

“Ci sono delle tensioni, una situazione economica di forte incertezza e instabilità rispetto a un settore, quello dei trasporti, che punta ancora tutto sulla gomma, visto che non abbiamo creato ancora vie alternative e valide al trasporto su gomma - spiega il direttore di Cna di Rovigo Mario Borin, l’associazione artigiani che segue 600 associati polesani, oltre a tanti altri trasportatori per i servizi affini - I nostri imprenditori sono soggetti alle variazioni dell’economia, alla committenza, che sta sempre di più riducendo i costi e pagando meno e dall’altra parte un aumento dei costi tipo questo del gasolio che va a erodere ancora di più il settore e genera una situazione di forte tensione. Noi stiamo monitorando attentamente il settore”.

Il direttore di Cna, insieme a tutta la categoria, spera in un “ripristino del decreto crescita con un taglio maggiore delle tasse, l’apertura dei cantieri, compreso quello sulla Tav e un’attenzione e un blocco dell’emorragia dovuta al rincaro del carburante”.

I consigli del direttore della Cna sono tutti diretti al governo “giallo-verde”: “Tentare di bloccare gli aumenti del gasolio che va impattare sul trasporto molto, aiutare una serie di attività che hanno a che fare con la logistica, detassando, abbattere il costo del lavoro, aprire i cantieri far girare di più”.

Borin in prima persona sta più attento a prendere l’auto: “Quando posso vado in treno, prendo il meno possibile l’auto, che pesa. E sono un dipendente, si figuri un imprenditore che deve anche rinnovare il parco macchine per evitare i limiti alla circolazione. I mezzi girano inquinano e poi c’è concorrenza sleale rispetto a chi fa investimenti”.

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