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BUONA AZIONE

Bancomat col pin e lo restituisce

Giorgia: “Pensare di utilizzare la tessera? E perché mai avrei dovuto farlo? Non erano soldi miei”

Bancomat col pin e lo restituisce

Alberto Garbellini

ROVIGO - “Perché mai avrei dovuto pensare di utilizzare il bancomat appena trovato. Mica erano soldi miei”. L’onestà brilla negli occhi vispi e nel bel sorriso di Giorgia Avezzù, la 19enne di Lusia protagonista della classica “buona azione” di ieri mattina, quando dopo aver trovato su un marciapiede una tessera bancomat, con sopra scritto il numero di Pin, senza pensarci due volte ha riportato tutto ai carabinieri perché rintracciassero il legittimo proprietario.

E’ lei stessa a raccontare che “terminate le lezioni a scuola, frequento il liceo delle scienze umane a Rovigo, con alcune mie amiche stavo andando verso la stazione delle corriere, per prendere la corsa verso Lusia. Ad un certo punto, poco dopo le 13.30, sul marciapiede a lato della biglietteria dei bus ho notato a terra la tessera bancomat. L’ho raccolta e ho subito notato che c’era scritto, a penna, il numero del codice Pin”.

Chiunque quindi avrebbe potuto utilizzare quella scheda, recarsi ad uno sportello bancomat e dopo aver digitato il numero di codice rubare denaro dal conto del titolare della tessera. Ma a Giorgia quest’idea non è nemmeno passata, come si suol dire, per l’anticamera del cervello: “E perché mai avrei dovuto pensare di fare una cosa del genere? Mica si tratta di soldi miei, non scherziamo”. E così la studentessa del quinto anno del liceo delle Scienze umane ha fatto l’unica cosa che una persona coscienziosa e onesta potesse fare in una simile circostanza, andare dalle forze dell’ordine. E dopo aver appurato che il titolare della scheda non era nei paraggi si è recata, accompagnata dalla cugina, alla stazione dei carabinieri di Rovigo, in via Silvestri. “Ho portato la scheda e l’ho consegnata. Infine ho firmato il verbale di rinvenimento”. Tutto con la massima semplicità, senza considerare che questo piccolo contrattempo l’ha costretta a saltare la partenza della corriera per Lusia e ritardare il suo arrivo a casa. “Poco male - sottolinea - l’importante è aver fatto a cosa giusta”. E d’altra parte non è la prima volta che Giorgia si trasforma in angelo dei distratti: “Qualche mese fa trovai un telefono cellulare che era stato dimenticato. Aspettati la telefonata del titolare, che immaginai avrebbe composto il numero del suo telefono, e ci accordammo per la consegna del telefonino che avevo recuperato”. Insomma la 19enne può davvero definirsi la longa manus della dea bendata, capace di intervenire quando la sorte si distrae. E magari adesso la ragazza potrebbe ottenere, in cambio, oltre al doveroso ringraziamento del titolare della tessera bancomat, anche un occhio di riguardo, sempre dalla dea bendata, ai prossimi esami di maturità. “Beh - sorride lei - certo non guasterebbe, ma cercherò comunque di fare del mio meglio”.

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