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Da reddito a mancia di cittadinanza

Cgil: “La media è di poco più di 200 euro”. Per molti disoccupati è una grande delusione

Da reddito a mancia di cittadinanza

Così poco? Ma com’è possibile io mi aspettavo 780 euro”. Oppure: “Ma io non lavoro mica, come hanno calcolato questo importo?” O ancora: “Appena 50 euro? E cosa me ne faccio, chiamarlo reddito è quasi offensivo”. Sono alcune delle obiezioni sollevate dai disoccupati che hanno ricevuto le prime card del reddito di cittadinanza. L’operazione voluta dal governo Lega-5Stelle, con il ministro del lavoro Di Maio in prima linea, e fortemente caldeggiata per mesi e mesi dai grillini, si sta rilevando una macchina che fatica ad ingranare, piena di contraddizioni e capace di creare molte disillusioni e fino ad ora zero occupazione.

Il reddito di cittadinanza deve ancora essere messo a punto, e questo è comprensibile, ma vallo tu a spiegare a quei disoccupati che per mesi erano stati illusi che per loro l’assegno del Reddito di cittadinanza equivale a pochissime centinaia di euro. Sono i dati dei Caf veneti della Cgil a dirlo. Dove emerge che la media delle prime card erogate e caricate in Polesine vede importi inferiori ai 250 euro. In tutto il Polesine sono 486 i percettori del Reddito (si tratta delle prima serie di domande trattate dall’Inps), al terzo posto regionale per numeri assoluti, ma al primo se si fa il rapporto con il numero di abitanti. A Padova i percettori sono 733, a Treviso 652, a Verona 386, a Vicenza 372, a Venezia 359, e a Belluno 76.

“In questi giorni - spiega Sandra Rodella del Caf Cgil di Rovigo - tantissime persone che hanno percepito il primo reddito si sono lamentati per i bassi importi. Ci sono persone che hanno visto accrediti, sulla propria card, di 50 euro, 80 euro, 100 euro. Poco più di una mancia. L’importo più alto visto qua a Rovigo è stato di 420 euro, ma la media si aggira sui 200, 220 euro”. Molto meno quindi dei 780 euro, come importo massimo, che erano stati annunciati. “Il fatto è - continua Rodella - che molti aventi diritto hanno una casa in patrimonio, oppure sono giovani che vivono in casa con i genitori, o hanno altre entrate. Per questo motivo i parametri per l’ammontare del reddito di cittadinanza, che comprendono l’Isee familiare, si attestano su basse cifre”. Le lamentele, quindi si susseguono. Ma quello che al momento assomiglia ad un flop riguarda anche altri aspetti. “Su alcuni punti di questa misura - dicono dai Caf - ci sono ancora informazioni poco chiare, tanto che nemmeno negli uffici postali sono sempre in grado di dare indicazioni dettagliate”. “Ad esempio - dice la Rodella - un uomo si è lamentato perché alle Poste non gli hanno permesso di pagare l’affitto con la card, mentre invece la normativa dice proprio che l’affitto è una delle spese ammesse. Insomma la macchina deve ancora essere oliata”.

C’è poi l’altro grande punto interrogativo, quello dei navigator, figura professionale che dovrebbe assistere i disoccupati aventi diritto al reddito a cercare un posto di lavoro. Un ruolo ancora semiavvolto nel mistero.

Al momento la Regione sta ancora esaminando i curricula per l’assunzione di questi navigator consulenti. Solo successivamente, poi scatterà la formazione professionale per il loro compito di orientare il disoccupato nella ricerca del posto di lavoro. Tempistiche incerte che però probabilmente faranno slittare le prime offerte di lavoro per i percettori del reddito di cittadinanza di qualche mese, probabilmente a dopo l’estate. E così per i primi mesi chi beneficia del reddito (basso a quanto pare), non avrà nemmeno l’obbligo di attivarsi per cercare ed eventualmente accettare un posto di lavoro. Se i navigator sono ancora ai box come potrebbero farlo? Insomma la tanto decantata misura contro la povertà e contro la disoccupazione per ora non risolve nessuna delle due problematiche. L’ennesimo controsenso di un governo che continua a litigare su tutto.

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