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In quattro si dividono 98mila euro di "premio"

Liquidata l'indennità di risultato di dirigenti e segretario della Provincia

In quattro si dividono 98mila euro di "premio"

Nell’attesa che qualcuno decida se le Province servano o non servano a qualcosa (anche se con il no al referendum di Renzi, tecnicamente, gli italiani si sarebbero già espressi contro la cancellazione dell’ente) i dirigenti di Palazzo Celio, nonostante la continua riduzione di personale, continuano ad ottenere cifre da capogiro.

E così, per il 2018, risulta che, in 4 abbiano ottenuto, nell’ente Provincia di Rovigo, ora guidata dal presidente Ivan Dall’Ara, quasi 100 mila euro da dividere (neanche troppo) equamente.

Palazzo Celio, in questi giorni, ha liquidato l’indennità di risultato ai dirigenti e al segretario generale della Provincia.

Una indennità che nel totale vale esattamente 98mila 661 euro. Questa la cifra iscritta nel fondo dedicato. Nello specifico a prendere l’indennità di risultato sono stati la segretaria generale, Maria Votta Gravina alla quale è stata riconosciuta una cifra di 8mila 472 euro. Secondo, in ordine di consistenza dell’indennità percepita, il dirigente Luigi Ferrari al quale sono stati assegnati 17mila 376 euro.

Quest’ultimo, responsabile dell’area lavori pubblici ha cessato servizio il 31 luglio del 2018, quindi l’indennità percepita è riferita ai soli mesi effettivamente lavorati prima della cessazione. Dopo di lui, lo stacco, in termini di valore dell’indennità, arriva il dirigete Vanni Bellonzi che ha percepito, di indennità di risultato per il 2018, 35mila 378 euro. A vincere il “premio” per il dirigente maggiormente retribuito, sempre in termini di indennità di risultato, la dirigente Monica Zanforlin, che porta a casa la bellezza di oltre 40mila euro.

E mentre i dirigenti si trovano in 4 a spartirsi una cifra più che decorosa, i dipendenti che, seppur sempre meno, continuano a lavorare per l’Ente, all’interno di Palazzo Celio e succursali, si sono trovati, nonostante le battaglie dei sindacati, a ricevere, oltre lo stipendio, un “premio” che si aggira intorno ai 50 euro. In pratica una mancetta. E lo sarebbe anche senza fare il confronto con il “premio” dei dirigenti. Chiaro, funzioni e responsabilità saranno ben diversi, come diversi saranno anche i termini del contratto, ma il paragone non può che fare impressione.

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commenti 1
  • annarovereto74@Gmail com

    annarovereto74

    18 Maggio 2019 - 12:12

    E una vergogna , pazzesco e umiliante x tutti quei cittadini che fanno la fila ai servizi sociali e quant'altro x avere un buono pasti o una misera cifra x pagare almeno una boletta luce I o altra stupidata che comunque non aiuta.nulla a nessuno cifre dapoveri barboni

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